Negli ultimi giorni un’operazione congiunta delle autorità di polizia inglesi e statunitensi, ha portato ad incriminare novantadue persone per truffe online ai danni degli utenti di banche, che avrebbero fruttato oltre due milioni di dollari al mese, per un totale di oltre duecento milioni di dollari rubati dai conti bancari di piccoli risparmiatori, imprese e altre organizzazioni, nel corso degli ultimi quattro anni.
Gli arresti sono legati alle operazioni per estirpare il trojan Zeus
che da quattro anni oramai imperversa infettando milioni di PC e che recentemente si sta diffondendo anche nella sua variante per cellulari SymbOS/Zitmo, grazie al quale sono stati svuotati i conti bancari di decine di migliaia di utenti nel mondo.
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Un nuovo pericolo si profila all’orizzonte per quanti utilizzano il proprio telefonino per attivare o gestire servizi di online banking. Sembra infatti che una minaccia, identificata come SymbOS/Zitmo, riesca ad intercettare gli SMS che le banche inviano ai propri clienti.
Il malware, che altro non è che la variante “mobile” del noto Zeus per smartphone con Symbian o Blackberry, è molto pericoloso in quanto, consentendo ai malintenzionati di intercettare gli SMS di comunicazione tra banca e cliente, potrebbe portare all’approvazione di operazioni bancarie all’insaputa del legittimo proprietario del conto.
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La scorsa settimana aveva destato interesse la notizia del maxi attacco portato da alcuni cracker a 2.500 aziende di ben 196 paesi diversi, un attacco su scala mondiale che aveva coinvolto decine di migliaia di computer.
Un evento che non poteva quindi passare inosservato agli occhi degli esperti, tanto che sono stati in molti a studiare nel dettaglio l’attacco, come il sito ZDNet che ha offerto una panoramica della botnet Kneber, mettendo in luce diversi aspetti di quanto accaduto alcuni giorni addietro.
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Quello scoperto lo scorso 26 gennaio da Alex Cox, ingegnere al servizio dell’azienda americana NetWitness, resterà negli annali come l’attacco hacker più imponente nella storia dell’informatica. Circa 75.000 i computer coinvolti, distribuiti inoltre 2.500 aziende presenti in 196 diversi paesi. Colpiti in particolar modo Messico, Arabia Saudita, Turchia, Egitto e Stati Uniti.
A finire nella rete dei cyber criminali, alcuni colossi come Cardinal Health, Paramount Pictures e alcune agenzie governative USA.
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