Gli esperti di sicurezza del progetto OWASP, acronimo per Open Web Application Security Project, hanno aggiornato la lista delle 10 vulnerabilità più diffuse in ambito di Web applications.
Questa “Top Ten List” del 2010 segue quelle precedentemente pubblicate rispettivamente nel 2004 e nel 2007.
Dave Wichers, membro del consiglio OWASP, ha confermato che in questa nuova edizione ci si è concentrati anche su una analisi dei potenziali rischi e non solo ad una mera lista di possibili vulnerabilità.
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Alcuni esperti in sicurezza hanno scoperto che i filtri anti-XSS introdotti da Microsoft in Internet Explorer 8 possono essere ritorti contro gli utenti ed essere usati per sferrare gli stessi attacchi da cui dovrebbero proteggere. La ricerca è stata presentata durante il Black Hat Europe che si è tenuto a Barcellona dai ricercatori David Lindsay ed Eduardo Vela Nava.
Senza scendere nei dettagli, i filtri di Internet Explorer 8 tengono sotto controllo le richieste inviate da un server e quando ritengono di aver individuato degli indizi di un possibile cross-site scripting alterano le risposte in modo da vanificare l’attacco.
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Gli attacchi cross site scripting (XSS) arrivano anche nelle applicazioni desktop. Questa la rivelazione fatta durante il Security Summit di Milano da un trio di ricercatori italiani: Emanuele Gentili, Emanuele Acri, Alessandro Scoscia.
I tre hanno presentato un paper che spiega in dettaglio l’arrivo di quello che è stato definito phishing 3.0, i nuovi pericoli che si troveranno ad affrontare gli utenti si chiamano “Cross Application Scripting” (CAS) e “Cross Application Request Forgery” (CARF). Questi due tipi di attacchi hanno molte similitudini con gli XSS che affliggono le Web application ma il loro ambito sono le applicazioni desktop.
Le vulnerabilità sono state riscontrate analizzando due toolkit molto utilizzati su Linux, ma non solo: GTK e QT.
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Nella giornata di domenica 6 dicembre l’hacker romeno Ne0h ha postato sul proprio blog un proof-of-concept per un attacco che sfrutta una serie di vulnerabilità che erano già state messe in evidenza nei mesi scorsi.
Gli errori relativi alla validazione dell’input nel sito Web del Pentagono, come mostrato da Ne0h, possono essere sfruttati per attuare un attacco di tipo cross-site scripting (XSS).
La falla era stata già in precedenza individuata (fine aprile) e segnalata, ma a quanto pare non è mai stata corretta.
Il sito in questione consente di reperire informazioni sulla possibilità di effettuare una visita turistica organizzata all’interno del Pentagono e sembra a prima vista non contenere informazioni sensibili o dati ad alto rischio.
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Una pericolosa vulnerabilità di tipo “Cross-Site Scripting” affligge Internet Explorer 8. Il problema noto già da tempo agli esperti di sicurezza è però recentemente arrivato alle orecchie di siti e blog di tutto il mondo.
La falla riguarda il filtro XSS, lo stesso che Internet Explorer 8 dovrebbe utilizzare per proteggere gli utenti da attacchi di questo tipo: oltre al danno la beffa. Un sito Web maligno può infatti utilizzare la protezione XSS di IE8 per inserire del codice modificato in una qualsiasi altra pagina Web che utilizzi del codice JavaScript, a meno che il sito “vittima” non abbia indicato a IE8 di spegnere il filtro XSS. Le applicazioni di Google, ad esempio, sono già state “messe in sicurezza”.
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Mozilla Foundation ha presentato una prima demo del suo nuovo Content Security Policy detto anche “CSP”.
Si tratta di un meccanismo che ha lo scopo di prevenire gli attacchi di tipo cross-site scripting (XSS).
In particolare CSP consente ai Web administrator di inviare uno speciale header:
X-Content-Security-Policy: allow 'self'
che è in grado di informare il browser su quali domini dovrebbe accettare come sorgente fidata per codice e script vari.
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I programmatori di Mozilla sono al lavoro per arginare le vulnerabilità di tipo XSS, ovvero cross-site scripting, un tipo di attacco sempre più diffuso.
Il progetto di Mozilla si chiama Content Security Policy e servirà ad arginare gli attacchi di questo tipo inserendo nelle applicazioni Web un sistema che “informa” il browser sulla legittimità o meno della pagina aperta, riuscendo a bloccare pertanto la perdita dei dati utente in esso memorizzati.
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Siamo già in piena campagna elettorale per le elezioni del 13/14 Aprile e, se da una parte i toni sono più pacati rispetto al passato, dall’altra lo “scontro” si sposta su un altro fronte: la sicurezza dei siti dei partiti.
Tutto ha inizio da un post apparso sul blog di Roberto Scaccia, il quale scopre e segnala un grave baco di sicurezza sul sito del Partito Democratico: era possibile accedere al file di configurazione della web application in cui era visibile in chiaro la password dell’utente del database (che fortunatamente non era accessibile comunque dall’esterno). Il problema è stato risolto nel giro di un paio di giorni.
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XSS (Cross Site Scripting) è una particolare vulnerabilità che affligge le Web Application e fa leva sulla errata validazione delle variabili per iniettare nella pagina web codice html o javascript, con lo scopo di impossessarsi delle informazioni personali dell’utente come i cookie o indirizzare lo stesso verso siti realizzati ad HOC simulando interi portali con l’intento di sottrarre al malcapitato le credenziali di accesso.
Questo tipo di vulnerabilità può essere suddivisa in tre tipologie:
Tipo 1: l’attaccante inoltra alla vittima un URL errato contenente la vulnerabilità XSS; questa vulnerabilità non è persistente ovvero viene generata occasionalmente ad ogni accesso al suddetto link.
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