Cloud computing per il cracking delle password wireless

Wpa cracking distribuito


Moxie Marlinspike
è un ricercatore di sicurezza che molti ricorderanno per aver portato alla luce il problema dello spoofing di certificati SSL.

Direttamente coinvolte dal problema del cosiddetto NULL-Prefix furono molte librerie software di networking e crittografia: la più importante sicuramente la CryptoAPI di “Microsoft” sulla quale molti programmi “Windows” si appoggiano.

Marlinspike ha lanciato una nuova iniziativa, WPA Cracker: un servizio di cloud-computing basato su un cluster di 400 CPU con lo scopo di testare la sicurezza delle password wireless.

Il servizio è a pagamento e per modifica cifra di 34$ consente di tentare il brute-force della propria password contro un dizionario di 135 milioni di entry in soli 20 minuti. Lo stesso servizio viene offerto a metà prezzo (17 dollari) ma nel doppio del tempo, ovvero 40 minuti totali.

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A rischio anche il protocollo WPA?

WiFi

Come già discusso qualche tempo fa in un nostro articolo, si fanno sempre più frequenti gli attacchi ai protocolli che gestiscono le reti wireless.

Se attacchi al WEP (Wired Equivalnet Privacy) sono noti già da tempo, non sono moltissimi gli attacchi al WPA/WPA2. Rappresenta quindi (quasi) una novità il risultato ottenuto da Martin Beck e Erik Tews, ricercatori universitari.

Infatti alla PacSec Conference di Tokyo, in corso di svolgimento, si mostrerà come sia possibile sfruttare un buco nel protocollo 802.11i su cui si basa il WPA.

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WPA e WPA2 craccati grazie all’utilizzo di GPU Nvidia

WiFi

La tecnologia WiFi sta prendendo sempre più piede, anche in Italia: molti di coloro che hanno una connessione a banda larga in casa, adottano una soluzione senza fili per la propria rete. Anche le aziende ricorrono sempre più spesso a questa soluzione.

I motivi sono molteplici: innanzitutto la comodità che una connessione WiFi offre. Non si è vincolati da un cavo di rete, dal numero di porte Ethernet installate. C’è quindi la possibilità di muoversi da una stanza all’altra, da un ufficio all’altro senza perdere la connessione. Senza dimenticare poi il sempre più crescente utilizzo di dispositivi WiFi: palmari, cellulari, ma anche lettori MP3 come l’iPod Touch e altri ancora.

Ma a livello di sicurezza, cosa comporta questa soluzione?

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