Michael Jackson: la sua morte sfruttata per campagne di spam

michael jackson

Come succede ogni volta che si verifica un fatto che per molte persone è importante, anche stavolta la recente notizia della morte di Michael Jackson ha dato l’avvio ad una nuova campagna di spam e di diffusione di codice malevolo che sfrutta proprio l’evento per coinvolgere una grande massa di persone attraverso mail pubblicitarie o siti Internet falsi e pericolosi.

Tra i primi risultati sui motori di ricerca, riguardanti notizie e siti che riportano il fatto, sono centinaia i link che non dovrebbero essere visitati per la loro pericolosità e questa tendenza, secondo le ultime ricerche, sembra essere destinata a crescere continuamente nelle prossime settimane.

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Il pericolo Conficker spiegato in un video

Continua ad essere il worm più pericoloso in circolazione, ma pochi sanno il reale funzionamento di Conficker. Si sono susseguite diverse varianti del worm, tutte ugualmente pericolose e in grado di prendere il controllo di un sistema Windows non aggiornato con le ultime patch.

Nel video vengono spiegate le funzioni di questo malicious code che sta creando più di un problema agli utenti e agli amministratori di rete.

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Google sfruttato su Facebook per un’infezione pericolosa

google facebook

Succede da qualche mese, ma la notizia è stata diffusa solo adesso. I cyber-criminali possono usare diverse strategie per combinare più servizi di Internet allo scopo di far credere alle vittime di navigare su un sito affidabile, che in realtà è invece l’inizio di un’infezione pericolosa.

Tutto parte da Facebook. L’utente registrato al social network riceve un messaggio privato da parte di un amico, che lo invita a cliccare su un link per vedere un video che lo interessa. La vittima, non rendendosi conto di aver ricevuto un falso messaggio, non ha dubbi sulla veridicità del link, ma anche se li avesse (e qui sta la novità) si renderebbe conto di stare per cliccare su un link del servizio Shared Items di Google.

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Il phishing spiegato con un semplice video

Più volte abbiamo parlato di phising sul nostro blog: migliaia di mail truffa viaggiano in Rete ogni giorno con moltissime potenziali vittime.

Ma abbiamo visto anche casi di phishing via MSN Messenger e come alcuni attacchi possano partire da Google Calendar o infine i classici attacchi rivolti ai clienti della banche.

Nel video che trovate in questo post viene spiegato con grande semplicità cosa è il phishing. Una visione consigliata per tutti, peccato sia disponibile solo in lingue inglese.

Google vs Viacom, sul banco 12 Tb di log di YouTube

Sul termine copyright non scherza nessuno. Lo sanno bene quelli di Google, che a causa dei servizi offerti ai navigatori sono spesso finiti sul banco degli imputati, parlando dal punto di vista mediatico.

Questa volta nell’occhio del ciclone c’è YouTube, ma il problema è che il banco purtroppo per Google non è solo mediatico.

Infatti Viacom, azienda che detiene i diritti di MTV Networks, BET, Paramount Pictures e DreamWorks Movie Studio, ha richiesto alla grande G di fornire tutti i dati degli utenti (ovvero i log file) di YouTube perché (affermano) in questo modo è possibile dimostrare che i video inseriti online, ma di proprietà Viacom, hanno generato un beneficio in termini di popolarità al portale video.

La richiesta è stata avallata dal giudice americano Louis Stanton, che pertanto obbliga Google a rendere noti al network televisivo i log degli utenti di YouTube.

In questa strana storia in cui il copyright non è il solo fattore di rilievo, si stima che al momento per i log richiesti sarebbe necessario uno spazio di memorizzazione pari a 12 Terabyte di dati.

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Le mail di spam adesso ci insultano

Tastiera Spam

Non bastavano le mail di spam che con la promessa di farci vedere video compromettenti di cantanti famose ci portavano invece a scaricare l’ultimo malware in circolazione. Non bastavano neppure le lettere che promettevano rivoluzioni nella nostra vita attraverso la partecipazione a concorsi milionari.

Adesso le ultime novità in fatto di spam, almeno nella grande fabbrica di mail spazzatura degli Stati Uniti, sono più rivolte all’offensiva, proprio nel senso più letterale del termine.

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