Il terremoto e tsunami che hanno colpito il Giappone in maniera devastante, innescando anche un drammatico pericolo nucleare hanno fornito ai criminali informatici di sfruttare l’occasione per sferrare nuovi attacchi verso gli utenti: secondo Trend Micro, infatti, si stanno moltiplicando in Rete attacchi blackhat SEO, che sfruttano le tecniche di ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) – utili a favorire il posizionamento di un sito all’interno delle SERP dei motori di ricerca – in modo da proporre tra i primi risultati in lista dei siti ingannevoli, apparentemente sicuri ma progettati per diffondere del codice pericoloso una volta che l’utente li avrà aperti.
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Trend Micro, come già molti altri produttori, attraverso un report, ha stilato una lista delle potenziali minacce che verranno, cercando di delineare il panorama della sicurezza per il 2010.
Tra le tecnologie che verranno sfruttate in maniera massiva dai cyber-criminali, sicuramente il cloud computing e la virtualizzazione.
L’adozione di questi sistemi è vista di buon occhio dalla aziende, sempre alla ricerca di soluzioni che consentano di aumentare i guadagni e ridurre i costi, migliorando l’efficienza.
Il problema come evidenzia il documento “Trend Micro 2010 Future Threat Report“, è la necessità che queste scelte tecnologiche siano ben ponderate e adeguatamente studiate.
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Il problema che Microsoft ha corretto una settimana fa che poteva permettere di sfruttare una falla del browser Internet Explorer 7, come previsto dalla stessa Microsoft, sta causando parecchi rischi per la sicurezza dei sistemi operativi Windows.
Il pericoloso codice attualmente in circolazione è contenuto all’interno di un documento Word, che non appena viene visualizzato, mette subito in azione un oggetto ActiveX capace di raggiungere, proprio attraverso Internet Explorer, un sito Internet per facilitare il suo compito.
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La ricerca Threat Research Analysis condotta dagli esperti di sicurezza dei laboratori Trend Micro sui principali mezzi attraverso i quali si diffondono le infezioni da malware ha rivelato interessanti notizie sulle minacce che sono state diffuse nel corso del 2008 e sulle aree geografiche maggiormente colpite dalle infezioni di questo tipo.
È da ricordare innanzitutto che nel giro di tre anni, dal 2005, le minacce che provengono attraverso la rete sono aumentate di una percentuale del 2000%. Un dato molto significativo che ha portato la classifica di Trend Micro ad avere al primo posto Internet come principale veicolo di malware nei dodici mesi appena trascorsi.
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Trend Micro è stata fondata a Los Angeles nel 1988 e proprio in questi giorni festeggia i suoi vent’anni di attività. In questa occasione la società ha voluto fornire una ricca panoramica sull’evoluzione delle minacce informatiche più gravi o più importanti che ha affrontato nel corso dei suoi vent’anni, scegliendo quelli che a suo parere sono stati i 20 virus “degni” di essere ricordati.
Fra questi il primo ad essere indicato da Trend Micro è Creeper, che risale al 1971 e che può essere considerato il vero e proprio primo worm della storia. Fu creato su un PC DEC 19 con sistema operativo TOPS Ten, quando ancora esisteva la rete Arpanet. Faceva apparire un messaggio che diceva “Prendimi se riesci”.
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Trend Micro organizza un incontro dedicato alla sicurezza in Rete con particolare attenzione alle norme di legge che dovremmo conoscere per tutelarci per evitare rischi e comportamenti illeciti.
Sarà inoltre l’occasione anche per presentare l’ultimo prodotto di casa Trend Micro, Worry-Free Business Security 5.0, prodotto di sicuretta per le Piccole e Medie Imprese.
L’incontro si ripeterà in 3 sedi differenti: a Padova (24 Settembre), a Roma (1 Ottobre), a Milano (7 Ottobre).
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Come si legge in un recente articolo apparso su PMI.it Trend Micro, azienda leader nell’ambito della sicurezza IT, ha implementato una serie di nuove funzionalità per la sua suite dedicata alle utenze aziendali e business che intendono tutelarsi a 360° dalle minacce provenienti dalla rete.
La postazione si chiama InterScan Gateway Security Appliance, e si tratta (appunto) di una appliance molto avanzata per la gestione e la protezione dei contenuti destinata esplicitamente a realtà aziendali.
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Opus One chiama, Trend Micro risponde. In seguito a una recente indagine è emerso come la soluzione della Trend Micro anti-spam multi-tier abbia registrato risultati eccezionali. Il 97,63% dei messaggi indesiderati è stato cancellato, ma non solo: il sistema ha registrato anche un numero bassissimo di falsi positivi. Il test sul prodotto è stato svolto da Opus One, che ha analizzato il funzionamento del motore antispam.
Il robusto engine incorpora tecniche anti-spam multiple che permettono di bloccare la maggior parte delle minacce prima che raggiungano la nostra casella di posta.
È stato dedicato ampio spazio a quella che è la protezione dall’Image SPAM ed è stato integrato un sistema in grado di rilevare URL potenzialmente dannosi contenuti in una mail. Si evita in questo modo di incorrere nelle tecniche “incrociate” che vedono le utenze vittime non solo di SPAM ma anche di phishing o malware.
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Traggo da una notizia recente di WebNews che denuncia la diffusione sempre maggiore di tecniche di Typosquatting nel nostro paese.
Il Typosquatting consiste nel registrare domini simili a quelli celebri e far leva sulla cattiva digitazione dell’URL da parte degli utenti, per indirizzarli verso siti porno o comunque non desiderati; quante volte per esempio vi sarà capitato di digitare ebau.it invece di ebay.it?
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