Uno studio condotto da Stuart Schechter, A. J. Bernheim Brush e Serge Egelman presentato all’IEEE Symposium on Security and Privacy ha rivelato dati molto interessanti sulle abitudini degli utenti di Internet per quanto riguarda l’utilizzo delle domande segrete sempre più spesso utilizzate dai servizi online.
Queste procedure consentono di recuperare i dati di accesso ad un portale semplicemente indicando la risposta ad una domanda che dovremmo conoscere solo noi. La ricerca, chiamata “IT’s no secret: Measuring the security and reliability of authentication via secret questions” e svolta grazie alla partecipazione di 130 volontari (64 uomini e 66 donne), ha dimostrato che effettivamente le cose non vanno come dovrebbero.