Nell’ultimo anno abbiamo sentito diverse volte sentir parlare di perdita di informazioni personali o di diffusione incauta dei dati. Negli ultimi accadimenti milioni di persone hanno visto perdere ogni loro dato personale: nome, cognome, indirizzo, telefoni, numero di carte di credito, informazioni sui figli, numeri di conti correnti bancari e informazioni sulla propria liquidità.
Spesso la causa è la perdita o il furto di supporti o di computer portatili che contengono questi dati. Qual è quindi il grado di preoccupazione delle aziende e il loro livello di protezione.
Il sito eWeek (che ogni tanto propone delle slide molto interessanti su qualche tema informatico) ha deciso di eseguire un sondaggio e di proporre i risultati sottoforma di diapositive.
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Ogni tanto qualcuno si prende la briga di fare dei calcoli e di offrirne i risultati. Peccato che questi calcoli, fatti sui crimini informatici (ma anche sui crimini tradizionali), mostrano sempre un trend crescente ed un quadro spaventoso.
Chiaramente osservare questi numeri tutti assieme ingigantisce l’effetto di paura e di diffidenza che già qualsiasi persona ha nei confronti del Web.
Per quanto riguarda gli UK sono stati diffusi dei dati relativi ai crimini informatici dello scorso anno che evidenziano come in soli 12 mesi siano state portate a termine più di tre milioni di azioni criminali.
Di questi, duecento mila corrispondono alle frodi finanziarie che a loro volta rappresentano il doppio di quelle che siamo abituati a sentire e vedere nel mondo reale.
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