Qualche giorno fa, tre ricercatori dell’Università del Michigan sono riusciti in un’impresa ritenuta fino a pochi giorni fa impossibile: è stata craccata la versione a 1024 bit del noto sistema crittografico a chiave pubblica RSA.
Andrea Pellegrini, Valeria Bertacco e Todd Austin in sole 104 ore sono riusciti a rompere il famoso algoritmo agendo sui livelli di tensione dell’alimentatore della macchina usata per la cifratura, riuscendo a trasmettere in chiaro, un bit alla volta, anche la chiave privata.
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Basta una mezza giornata per mettere in ginocchio un codice RSA a 768 bit, ovvero per calcolare i numeri primi necessari al funzionamento della codifica inventata da Rivest, Shamir e Adleman e che, ricordiamo, è alla base della maggior parte delle codifiche a chiave asimmetrica.
A fare la scoperta un gruppo di ricercatori sparsi tra Europa, Stati Uniti e Giappone. Sparsi per il mondo anche i computer dell’enorme cluster di calcolo parallelo necessario a tale operazione.
Considerando che la decodifica ha prodotto circa 5 TeraByte di dati e che un singolo computer con processore Opteron avrebbe impiegato circa 1500 anni, verrebbe da pensare che il tutto sia da considerare un’accademica prova di forza (infatti di attacco brute-force si tratta).
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Presentiamo in questo articolo un primo esempio di algoritmo di crittografia a chiave pubblica: RSA.
Nel 1978 Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman, tre giovani professori del MIT, sviluppano la prima applicazione pratica basata sulle tecniche di crittografia a doppia chiave, che prenderà il nome di algoritmo RSA, dalle iniziali dei suoi tre inventori.
L’idea di RSA è molto semplice e si basa sulla difficoltà di fattorizzare “grandi” numeri (“large numbers”): mentre è molto facile moltiplicare tra di loro due “grandi” numeri primi, risulta difficile fattorizzare il loro prodotto. In questo modo, il prodotto può essere reso pubblico insieme alla chiave di codifica.
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Vista la grande entità di minacce, anche la Comunità Europea inizia a prendere le prime contromisure nei confronti di frodi online e furti d’identità.
Ai navigatori è stato reso disponibile, recentemente, un sito nel quale trovare informazioni circa le possibili tecniche di attacco informatico.
Sulla home page del sito, sviluppato da RSA (Security division of EMC), è messo in evidenza lo slogan della campagna: “10 giorni contro le frodi online”. In particolare l’obiettivo è quello di sensibilizzare il navigatore su temi come Social Engineering, Phishing, Spoofing, Pharming e sulle nuove tecniche Vishing, Phishing via SMS, ecc.
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