Come una tradizione consolidata, le novità di Facebook non passano certo inosservate agli esperti di sicurezza. Infatti, vuoi per il grandissimo numero di utenti del social network, vuoi perché in passato Zuckerberg e soci non hanno di certo dimostrato di tenere molto alla riservatezza dei dati di cui entrano in possesso, sta di fatto che ogni cambiamento sul popolare sito viene visto sempre con un po’ di diffidenza da chi è attento alla sicurezza delle informazioni.
Tra le novità che si trovano nel nuovo profilo una in particolare sembra aver attirato l’attenzione, si tratta del Ticker che compare sul lato destro della nuova interfaccia e in cui vengono mostrati tutti gli aggiornamenti in arrivo dai contatti dell’utente.
Come fatto notare su alcuni siti Web, infatti, la possibilità di seguire in tempo reale gli aggiornamenti dei propri amici implica anche la possibilità di accedere ai contenuti pubblicati da utenti sconosciuti, che sono a loro volta presenti tra i contatti degli amici, dando così modo di “origliare” lo scambio di informazioni di terzi pubblicate dal Ticker.
Per evitare di cadere in questo piccolo o grande problema (variabile a seconda della sensibilità di ognuno), gli esperti consigliano di modificare opportunamente le impostazioni per la privacy dopo l’arrivo delle ultime novità. In particolare si dovrebbero modificare le modalità di pubblicazione di un post, facendo in modo che esso non sia di dominio pubblico ma che venga letto esclusivamente dagli amici o da alcuni contatti selezionati.
Le novità recenti di Facebook aumentano quindi le possibilità di interazione e la diffusione dei contenuti pubblicati quotidianamente dagli utenti, ma aprono la via a nuove possibili implicazioni che potrebbero portare a far leggere a persone sconosciute pensieri o affermazioni che dovrebbero invece rimanere private o, quantomeno, condivise con un gruppo ben delimitato di persone.
Anche grazie a una precisa sollecitazione in arrivo dalla Federal Trade Commission, Mozilla implementerà su Firefox un sistema per impedire ad alcuni siti Web di tenere traccia dei comportamenti degli internauti in maniera automatica.
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Annuncia l’arrivo di nuovi profili il social network più diffuso al mondo, Facebook, con l’obiettivo di rendere più semplice raccontare la propria storia e conoscere quella dei propri amici. Sorgono però i primi dubbi in merito alla sicurezza legata a questa novità soprattutto sul fronte della privacy.
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Anche chi naviga abitualmente su YouPorn ha diritto alla propria privacy ma non devono essere della stessa idea i webmaster del popolare sito di video porno. Secondo una recente ricerca effettuata dalla University of California San Diego, YouPorn adotterebbe pratiche lesive della privacy dei propri utenti.
La ricerca è stata effettuata su 50,000 tra i siti più visitati del Web e ha messo in evidenza come 485 portali adottino tecnologie in grado di avere accesso alla cronologia delle pagine visitate da un utente.
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Facebook ha messo a rischio la privacy di milioni di utenti. Detto così non fa quasi più notizia, viste le tante e periodiche accuse, più o meno valide, che girano su Internet verso il social network più grande e popolato del mondo.
Eppure, le informazioni diffuse dal Wall Street Journal meritano sicuramente rilievo. Secondo il quotidiano americano, infatti, diverse applicazioni presenti su Facebook, tra cui anche il popolarissimo Farmville a cui si aggiungono Texas HoldEm Poker e Frontierville, sono un pericolo per la riservatezza dei dati degli utenti, favorendo il rischio di far finire dati sensibili in mano ad aziende terze che li userebbero poi per scopi di marketing o per campagne pubblicitarie.
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Un nuovo capitolo della questione privacy che vede implicata in Cina Google e i suoi servizi potrebbe aprirsi nelle prossime settimane. Archiviata infatti con una pace che sa di tregua la diatriba apertasi a cavallo tra la fine dello scorso anno e gli inizi di quello in corso, sembra che il vento della polemica sia tornato a soffiare per presunti attacchi dalla Cina su un servizio di Google: GMail per l’occasione.
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Dal 1 gennaio al 30 giugno 2010, Google ha ricevuto dall’Italia 651 richieste finalizzate ad ottenere informazioni sui propri utenti e alla cancellazione di 1.655 contenuti pubblicati online sulle piattaforme gestite dall’azienda di Mountain View. Lo rivelano i dati messi a disposizione da bigG attraverso il nuovo strumento Transparency Report.
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David Barksdale, 27enne ingegnere informatico ritratto nell’immagine qui a fianco, è stato licenziato da Google nel mese di luglio per essere stato sorpreso a sbirciare negli account e nei dati personali di alcuni utenti, quattro dei quali minorenni. Non si tratta del primo caso di questo tipo che coinvolge dipendenti (ormai ex) della società. L’azienda di Mountain View, comunque, ha adottato una linea severa nei confronti dei propri collaboratori sorpresi in attività di questo tipo, in nome della tutela dell’utenza.
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Entro un mese Google aggiornerà le sue norme sulla privacy, al fine di “renderle più comprensibili e per fare in modo che rispecchino meglio l’integrazione tra i nostri prodotti”.
Non stiamo qui a sindacare sui motivi per cui abbiano scelto questa strada, che comunque sono ben documentati nella pagina delle FAQ relative a questa modifica, fatto sta che effettivamente le nuove norme, che non entreranno in vigore prima del 3 ottobre 2010, risultano più chiare, e cosa più importante, illustrano molto meglio quali dati vengono trattati e come.
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Ancora problemi di sicurezza per il noto “social network” Facebook. Questa volta la segnalazione arriva da IDG News, che ha ripreso quanto riportato dallo studente Steven Abbagnaro sul suo blog.
Il bug in questione consentiva ad un malintenzionato di cancellare tutti i contatti inseriti nella lista degli amici di un generico utente.
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