Tra le numerose minacce che si aggirano nei meandri della Rete, ce n’è una in particolare che sta preoccupando gli addetti alla sicurezza, per la sua recente e repentina diffusione attraverso alcuni dei canali più utilizzati dai netizen.
Si tratta del worm Spybot.AKB, che secondo uno studio condotto nei laboratori di Panda Security, avrebbe già preso di mira un numero non indifferente di utenti, attraverso client per il download di materiale su reti P2P, senza risparmiare nemmeno email e social network.
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Torrent Freak riporta una notizia che avviserebbe di un possibile “spionaggio” attraverso le reti P2P: in parole povere si tratterebbe di monitorare l’attività di ogni singolo utente della rete.
Saremmo tutti sotto stretto controllo delle autorità e non solo, i nostri PC sarebbero costantemente spiati e visibili. Le reti P2P e il “file sharing” poi sarebbero proprio nell’occhio del ciclone. Lo studio sull’argomento si intitola “Challenges and Directions for Monitoring P2P File Sharing Networks” ed è disponibile in formato.pdf, purtroppo solo in lingua inglese.
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È inutile nascondere che l’utilizzo dei software peer-to-peer è molto diffuso. Anche nelle realtà aziendali, dove i programmi che dovrebbero essere utilizzati sono ben altri, i client P2P fanno parte del pacchetto software che i dipendenti usano abitualmente, ove permesso.
In accordo con un sondaggio del Ponemon Institute effettuato recentemente su circa 750 professionisti IT è risultato che circa il 63% delle organizzazioni impedisce l’utilizzo di applicazioni P2P, mentre della restante percentuale il 26% ammette che la realtà aziendale di appartenenza non segue alcuna policy di sicurezza sulle applicazioni P2P.
Solo il 5% esegue un analisi dell’utilizzo della applicazioni e del traffico per verificare le falle di sicurezza e i tentativi di furto di dati e intrusione.
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Recentemente è circolata nella rete una mail di SPAM che ha qualcosa di differente dalla quotidiana mole che circola giornalmente, quella, per intenderci, su farmaci particolari e strumenti che garantirebbero altrettanto “particolari” prestazioni nell’ambito che tutti conosciamo.
La mail in questione, non è escluso che qualcuno di voi l’abbia ricevuta, ha qualcosa di particolare e insolito: si tratta infatti di una mail che “minaccia” l’utenza, facendole credere di avere dei dati sul suo conto che potrebbero dimostrare un uso scorretto della Rete e soprattutto del P2P, per “scaricare” e procurarsi materiale illegale in maniera del tutto gratuita.
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Il codice sorgente di una delle varianti del worm più diffuso nella storia di Internet, è finito sulla rete del file sharing: sul sito The pirate bay insieme al file torrent è contenuto il messaggio:
“Questo è il codice sorgente di Netsky.AE, l’ho trovato su Usenet, buon codice”
All’interno della cartella, di circa 95 Kb, si trovano gli header ed il codice sorgente in C++ insieme ad un file in HTML con la descrizione del worm. In particolare si tratta di 20 file .txt che contengono le righe di codice ben scritto accompagnato da costanti ed esplicativi commenti: questi ultimi rendono la vita più semplice a tutti coloro che non masticano bene il linguaggio di programmazione.
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