Un nuovo studio di McAfee ha messo in luce il costo del cybercrimine in tutto il mondo, affermando che il prezzo del crimine informatico e tecnologico si aggira intorno ad un trilione di dollari a livello mondiale per le perdite di proprietà intellettuali derivanti da questo tipo di attività e per le necessarie misure atte a riparare i danni successivamente alle perdite.
La ricerca di McAfee si è svolta sulla base delle risposte ad un sondaggio sottoposto a più di 800 dipendenti a capo di settori specifici di aziende di informatica in molti Paesi del mondo, come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania, la Cina, l’India, il Brasile e il Giappone.
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Anche Google Code può essere un’ottima base per veicolare malware e trojan. L’invasione, scoperta e segnalata da Chris Barton di McAfee, ha avuto terreno fertile grazie all’indicizzazione di queste pagine da parte del motore di ricerca.
Il malware, in pratica, si propone come uno dei tanti progetti ospitati da Google Code e grazie a questo appare facilmente tra i risultati delle ricerche su Google. Le pagine del progetto ospitano alcuni video (fasulli) che richiedono all’utente di scaricare e installare un nuovo codec.
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McAfee sta coinvolgendo le forze dell’ordine, il mondo accademico, i service provider ma anche il governo statunitense in una iniziativa chiamata “McAfee Initiative to Fight Cybercrime“.
Si tratta di un progetto nato con l’obiettivo di colmare i vuoti critici nella lotta contro il cybercrimine. Il coordinamento dell’operazione sarà fatto da un Advisor Council dal quale fanno parte esperti del settore, tra i quali Howard A. Schmidt, già consulete della Casa Bianca, Ian Brown dell’Università di Oxford, Lillian Edwards dell’università di Sheffield e Parry Aftab, fondatore e manager di WiredSafety, gruppo d’aiuto per la sicurezza nel cyberspazio.
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La società di sicurezza McAfee ha acquistato Secure Computing, innovativa azienda che opera nel campo della protezione delle reti, sia a livello aziendale che privato.
L’annuncio è arrivato direttamente dai portavoce di McAfee e fa presupporre che ci siano state varie trattative nei giorni scorsi prima dell’arrivo della notizia ufficiale.
L’acquisizione è avvenuta per 465 milioni di dollari e permetterà a McAfee di aumentare le sue attività nel campo della sicurezza grazie agli strumenti sviluppati dall’altra azienda, come Ironmail (server di posta crittografati), Webwasher (per il controllo del traffico Internet) o numerose altre soluzioni software o hardware.
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Brad Pitt, poi Beyoncé, passando per la bella Angelina Jolie. Ma non c’è né Britney Spears né Paris Hilton. Sono solo alcuni dei nomi presenti in una classifica abbastanza singolare. Non è l’elenco degli attori di Holliwood più apprezzati nel mondo, ma semplicemente la lista dei nomi più usati per diffondere malware via Internet.
L’ultima ricerca di McAfee, che ha scandagliato i motori di ricerca per trovare le pagine più pericolose collegate ai nomi di celebrità di fama mondiale, ha mostrato come fra gli undici vip “più pericolosi” al mondo c’è Brad Pitt in cima alla lista.
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Si è concluso qualche giorno fa il grande esperimento promosso dalla società di sicurezza McAfee, dedicato a scoprire quali sono realmente i veri pericoli dello spam.
La prova per 50 volontari sparsi in dieci Paesi del mondo, che potremmo definire “di coraggio”, consisteva nell’immergersi completamente dentro i meccanismi contorti delle mail spazzatura, accettando esplicitamente alle offerte truffa e alle vendite di prodotti non desiderati.
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In un mondo costantemente alla ricerca di protezione dalle truffe e dai malintenzionati che si preoccupano di creare tutte le occasioni e i software possibili per metterci in pericolo, il mercato del software vede rispecchiata la tendenza a dotarsi dell’antivirus o dell’antispyware più quotato per garantirsi la maggiore protezione.
Gartner ha analizzato le novità sul campo delle vendite dei software per la sicurezza, dimostrando come nell’ultimo anno è aumentata di molto la cifra spesa in tutto il mondo per l’acquisto dei prodotti software di questo tipo.
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McAfee ha realizzato la scorsa settimana uno studio per stabilire una classifica dei domini Internet più pericolosi in tutto il mondo, da evitare durante le nostre navigazioni. I risultati dello studio sono stati veramente sorprendenti. I più pericolosi, perché contengono la maggior quantità di malware, sono i domini di Hong Kong (.hk).
Il report di McAfee ha poi rivelato che successivamente in classifica troviamo i domini della Cina (.cn), delle Filippine (.ph), della Romania (.ro) e della Russia (.ru).
I domini Internet che presentano meno rischi per la sicurezza dei nostri computer sono invece quelli della Finlandia (.fi), del Giappone (.jp), della Norvegia (.no), della Slovenia (.si) e della Colombia (.co).
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Chi l’avrebbe mai detto? Google considerato da McAfee un portale poco sicuro e pieno di malware. Chissà che faccia avranno fatto tutti gli utenti di Internet che si sono visti un risultato del genere comparire nelle pagine del motore di ricerca Yahoo.
La scoperta ufficiale in realtà è dovuta allo staff del sito TechCrunch, che ha provato a effettuare una ricerca scrivendo semplicemente la parola “Astalavista”, il portale che raccoglie exploit e keygen e che si definisce l’”hacking & security community” della rete.
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Qualche giorno fa, vi abbiamo parlato della novità offerta da Google nei risultati di ricerca: BigG infatti ha iniziato a segnalare quei siti che sospetta essere di phishing.
È recente la notizia di una partership tra Yahoo e McAfee, che integrerà il suo prodotto Site Advisor (un add-on per Firefox che segnala possibili malware) nelle ricerche del portale.
I siti ritenuti più pericolosi sono tolti del tutto dai risultati della ricerca, mentre Yahoo segnalerà, tramite un flag, i siti ritenuti pericolosi, avvisando così l’utente del pericolo che potrebbe incorrere visitando quel sito.
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