Con la diffusione crescente dei dispositivi mobili e delle connessioni via tablet e smartphone, si moltiplicano anche le minacce per la sicurezza tramite app pericolose, applicazioni apparentemente innocue ma in grado di installarsi negli apparecchi sottraendo dati sensibili e causando danni anche ingenti.
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Potrebbe esserci la Cina dietro a quel che viene considerato l’attacco informatico più grande della storia, cioè la violazione e l’introduzione non autorizzata nei database di 72 soggetti di grossa rilevanza scoperte da McAfee lo scorso marzo, quando i suoi ricercatori hanno rintracciato alcune intrusioni su un server di comando e controllo, legato a una precedente violazione dei dati di alcune aziende attive nel settore della Difesa.
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McAfee ha pubblicato la quarta edizione del rapporto annuale “Mappatura del Mal Web” (PDF) che mette in evidenza i domini che si sono dimostrati più pericolosi al mondo nell’ultimo anno.
Lo studio, condotto esaminando 27 milioni di siti Web, evidenzia come il dominio di primo livello “.COM“, oltre ad essere quello più diffuso, è anche quello più pericoloso.
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McAfee ha comunicato di aver rilasciato McAfee Internet Security for Mac, la versione compatibile con il sistema operativo di Apple della sua nota soluzione per la sicurezza.
Sebbene i sistemi di Cupertino non siano vittima di attacchi informatici con la stessa frequenza di quelli Windows, McAfee non ha mancato di sottolineare l’importanza di avere una adeguata protezione anche su Mac OS, sottolineando come il numero di minacce quotidiane in arrivo dal Web siano in aumento anche sulla piattaforma di Apple.
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Un numero imprecisato di computer, misurato a spanne tra le 30.000 e le 60.000 unità, è rimasto vittima di un falso positivo di McAfee che ha cancellato il file svchost.exe. La brutta avventura ha colpito le macchine con Windows XP Corporate (sia SP3 che SP2) che hanno fatto in tempo a scaricare l’aggiornamento DAT numero 5958 prima che McAfee si accorgesse del problema e lo eliminasse dai suoi server.
Per quanto dalla casa produttrice del noto antivirus arrivino diverse rassicurazioni sulla limitata diffusione del problema, il servizio di supporto McAfee (in compagnia dell’immancabile Twitter) è stato preso d’assalto da utenti inferociti che di punto in bianco si sono ritrovati con il computer inutilizzabile.
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Sono i server e le reti di infrastrutture critiche i bersagli preferiti di attacchi informatici. Ad arrivare a questa conclusione è stato uno studio commissionato da McAfee e coordinato dal Centro americano per gli Studi Strategici e Internazionali.
I dati raccolti mostrano che gli attacchi sono ripetuti nel tempo e vengono sferrati principalmente dalla Cina e dagli Stati Uniti. Gli esperti di McAfee ritengono che gli attacchi siano da imputare in parte al terrorismo internazionale, in parte alla pura attività criminale. Negli ultimi due anni infatti circa il 20% delle industrie prese in esame ha ricevuto delle richieste di estorsione in seguito ad un’aggressione informatica o ad una minaccia di attacco.
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Con l’incessante evolversi della Rete e il numero in costante ascesa di utenti che quotidianamente popolano le pagine dei social network, l’obiettivo di chi sviluppa virus, malware o si ingegna in campagne di spam è sempre più il popolo del Web 2.0.
Lo sa bene Facebook, che grazie ad un accordo con McAfee, offre ai suoi oltre 350 milioni di iscritti in tutto il mondo la possibilità di provare gratuitamente, per un periodo di sei mesi, la suite Internet Security, al fine di rendere più sicure la navigazione e le attività online.
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È Jessica Biel, attrice ventisettenne degli Stati Uniti, la più pericolosa star presente su Internet. Secondo un’analisi condotta dalla società di sicurezza McAfee la giovane Jessica è il nome maggiormente collegato a contenuti pericolosi presenti nella rete.
La ricerca è stata condotta prendendo in esame i contenuti in qualche modo collegati all’attrice con le ricerche effettuate online. Nel 20% dei casi i risultati sono proprio virus, spyware o malware di vario tipo.
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McAfee ha recentemente presentato i risultati di uno studio in un report dal nome “The Web’s Most Dangerous Search Term”. I laboratori di sicurezza dell’azienda hanno monitorato i siti Internet pericolosi per le minacce che contengono al loro interno, associandoli alle ricerche effettuate dai visitatori giunti in questi siti.
Tra i risultati raccolti è evidente che la parola “screensavers” è la più pericolosa, perché comporta per gli internauti un rischio del 59,1% di incontrare siti contenenti codice malevolo dopo aver effettuato questa ricerca su un qualsiasi motore.
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Epidemie, catastrofi naturali e fenomeni di pura attualità sono tre argomenti molto apprezzati da spammer e cybercriminali, che non perdono mai tempo per tentare di sfruttare queste occasioni il più possibile, mettendo in crisi anche la sicurezza informatica.
Anche l’influenza suina (swine flu), che in questi giorni ha colpito il Messico e si sta diffondendo in gran parte degli Stati del mondo, si è rivelata un fenomeno che ha ispirato la fantasia di gente senza scrupoli che fa leva sull’ansia delle persone per costringerle ad effettuare azioni molto pericolose per la sicurezza personale, del proprio PC, e per la riservatezza dei dati personali.
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