McAfee: falso positivo mette in ginocchio Windows XP

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Un numero imprecisato di computer, misurato a spanne tra le 30.000 e le 60.000 unità, è rimasto vittima di un falso positivo di McAfee che ha cancellato il file svchost.exe. La brutta avventura ha colpito le macchine con Windows XP Corporate (sia SP3 che SP2) che hanno fatto in tempo a scaricare l’aggiornamento DAT numero 5958 prima che McAfee si accorgesse del problema e lo eliminasse dai suoi server.

Per quanto dalla casa produttrice del noto antivirus arrivino diverse rassicurazioni sulla limitata diffusione del problema, il servizio di supporto McAfee (in compagnia dell’immancabile Twitter) è stato preso d’assalto da utenti inferociti che di punto in bianco si sono ritrovati con il computer inutilizzabile.

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Gli hacker internazionali preferiscono le infrastrutture critiche

ifrastrutture critiche

Sono i server e le reti di infrastrutture critiche i bersagli preferiti di attacchi informatici. Ad arrivare a questa conclusione è stato uno studio commissionato da McAfee e coordinato dal Centro americano per gli Studi Strategici e Internazionali.

I dati raccolti mostrano che gli attacchi sono ripetuti nel tempo e vengono sferrati principalmente dalla Cina e dagli Stati Uniti. Gli esperti di McAfee ritengono che gli attacchi siano da imputare in parte al terrorismo internazionale, in parte alla pura attività criminale. Negli ultimi due anni infatti circa il 20% delle industrie prese in esame ha ricevuto delle richieste di estorsione in seguito ad un’aggressione informatica o ad una minaccia di attacco.

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Facebook e McAfee insieme per la sicurezza del social network

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Con l’incessante evolversi della Rete e il numero in costante ascesa di utenti che quotidianamente popolano le pagine dei social network, l’obiettivo di chi sviluppa virus, malware o si ingegna in campagne di spam è sempre più il popolo del Web 2.0.

Lo sa bene Facebook, che grazie ad un accordo con McAfee, offre ai suoi oltre 350 milioni di iscritti in tutto il mondo la possibilità di provare gratuitamente, per un periodo di sei mesi, la suite Internet Security, al fine di rendere più sicure la navigazione e le attività online.

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Jessica Biel è la star più pericolosa della rete

Jessica Biel

È Jessica Biel, attrice ventisettenne degli Stati Uniti, la più pericolosa star presente su Internet. Secondo un’analisi condotta dalla società di sicurezza McAfee la giovane Jessica è il nome maggiormente collegato a contenuti pericolosi presenti nella rete.

La ricerca è stata condotta prendendo in esame i contenuti in qualche modo collegati all’attrice con le ricerche effettuate online. Nel 20% dei casi i risultati sono proprio virus, spyware o malware di vario tipo.

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McAfee: ecco i termini di ricerca più pericolosi

motori di ricerca

McAfee ha recentemente presentato i risultati di uno studio in un report dal nome “The Web’s Most Dangerous Search Term”. I laboratori di sicurezza dell’azienda hanno monitorato i siti Internet pericolosi per le minacce che contengono al loro interno, associandoli alle ricerche effettuate dai visitatori giunti in questi siti.

Tra i risultati raccolti è evidente che la parola “screensavers” è la più pericolosa, perché comporta per gli internauti un rischio del 59,1% di incontrare siti contenenti codice malevolo dopo aver effettuato questa ricerca su un qualsiasi motore.

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L’influenza suina sfruttata per spam e registrazioni di domini pericolosi

influenza suina spam

Epidemie, catastrofi naturali e fenomeni di pura attualità sono tre argomenti molto apprezzati da spammer e cybercriminali, che non perdono mai tempo per tentare di sfruttare queste occasioni il più possibile, mettendo in crisi anche la sicurezza informatica.

Anche l’influenza suina (swine flu), che in questi giorni ha colpito il Messico e si sta diffondendo in gran parte degli Stati del mondo, si è rivelata un fenomeno che ha ispirato la fantasia di gente senza scrupoli che fa leva sull’ansia delle persone per costringerle ad effettuare azioni molto pericolose per la sicurezza personale, del proprio PC, e per la riservatezza dei dati personali.

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McAfee: nuovo studio sul costo del cybercrime nel mondo

McAfee

Un nuovo studio di McAfee ha messo in luce il costo del cybercrimine in tutto il mondo, affermando che il prezzo del crimine informatico e tecnologico si aggira intorno ad un trilione di dollari a livello mondiale per le perdite di proprietà intellettuali derivanti da questo tipo di attività e per le necessarie misure atte a riparare i danni successivamente alle perdite.

La ricerca di McAfee si è svolta sulla base delle risposte ad un sondaggio sottoposto a più di 800 dipendenti a capo di settori specifici di aziende di informatica in molti Paesi del mondo, come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania, la Cina, l’India, il Brasile e il Giappone.

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Google Code invaso dal malware

Google Code

Anche Google Code può essere un’ottima base per veicolare malware e trojan. L’invasione, scoperta e segnalata da Chris Barton di McAfee, ha avuto terreno fertile grazie all’indicizzazione di queste pagine da parte del motore di ricerca.

Il malware, in pratica, si propone come uno dei tanti progetti ospitati da Google Code e grazie a questo appare facilmente tra i risultati delle ricerche su Google. Le pagine del progetto ospitano alcuni video (fasulli) che richiedono all’utente di scaricare e installare un nuovo codec.

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McAfee contro il cybercrimine

cybercrime

McAfee sta coinvolgendo le forze dell’ordine, il mondo accademico, i service provider ma anche il governo statunitense in una iniziativa chiamata “McAfee Initiative to Fight Cybercrime“.

Si tratta di un progetto nato con l’obiettivo di colmare i vuoti critici nella lotta contro il cybercrimine. Il coordinamento dell’operazione sarà fatto da un Advisor Council dal quale fanno parte esperti del settore, tra i quali Howard A. Schmidt, già consulete della Casa Bianca, Ian Brown dell’Università di Oxford, Lillian Edwards dell’università di Sheffield e Parry Aftab, fondatore e manager di WiredSafety, gruppo d’aiuto per la sicurezza nel cyberspazio.

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McAfee acquista Secure Computing

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La società di sicurezza McAfee ha acquistato Secure Computing, innovativa azienda che opera nel campo della protezione delle reti, sia a livello aziendale che privato.

L’annuncio è arrivato direttamente dai portavoce di McAfee e fa presupporre che ci siano state varie trattative nei giorni scorsi prima dell’arrivo della notizia ufficiale.

L’acquisizione è avvenuta per 465 milioni di dollari e permetterà a McAfee di aumentare le sue attività nel campo della sicurezza grazie agli strumenti sviluppati dall’altra azienda, come Ironmail (server di posta crittografati), Webwasher (per il controllo del traffico Internet) o numerose altre soluzioni software o hardware.

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