Gli utenti Mac sanno che spesso non c’è nemmeno bisogno di un antivirus, che i pericoli per i nostri amati PC della mela sono decisamente inferiori a quelli per le utenze PC.
Ciononostante esiste comunque una categoria di utenti – nei quali personalmente mi auto-categorizzo anche io – per i quali la sicurezza del proprio sistema operativo non è mai eccessiva. Ed è per questi utenti che la Apple ha diffuso di recente, una guida alla configurazione di ben 240 pagine.
Il *.pdf lo trovate direttamente sul sito ufficiale della Apple e si tratta di una vera e propria bibbia della sicurezza di Leopard.
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I virus sono una realtà quasi esclusiva dei sistemi operativi Windows (dove quasi è un eufemismo). Ma siccome la prudenza non è mai troppo e il web lo permette, ho finalmente approfondito la mia curiosità di provare un antivirus per il mio Macintosh.
In particolare ho istallato un antivirus disponibile gratuitamente ClamXav.
Il download richiede un po’ di tempo, la versione provata pesa 20.1 MB. Una volta scaricato il “package” e aperta l’immagine disco, come sempre sul Mac, è sufficiente trascinare il programma nella cartella applicazioni.
In questo momento ho trovato già una buona caratteristica di ClamXav, ovvero la possibilità di inserire un menu contestuale che permette di scansionare qualsiasi file presente nel Finder con il tasto destro del mouse.
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La storia degli antivirus nasce e trova la stragrande maggioranza di spunti di discussione nei sistemi Windows.
I pareri sui virus e sui sistemi antivirus sono contrastanti e passano dalla classica contrapposizione del bene contro il male, fino ad arrivare ad accordi storici tra le case sviluppatrici di software antivirus e sistemi operativi.
Al di là del filone di pensiero di appartenenza, sicuramente la diffusione di virus e antivirus è stata determinata e rafforzata dalla percentuale di utenti che utilizzano questo o quel sistema operativo.
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Il backup, come sappiamo, è una procedura di messa in sicurezza dei dati. Con il backup abbiamo a disposizione una copia esatta di tutte le informazioni più importanti presenti sul nostro PC.
Tra le novità di casa Apple ce ne è una che vale la pena di sottolineare per la sua attinenza con il tema in oggetto. Si tratta di Time Capsule, che è stato uno dei quattro annunci dati da Jobs durante l’ultimo MacWorld.
È sostanzialmente un router wireless 802.11n che consente di effettuare backup in rete per mezzo di un disco rigido da 500 GB o 1 TB, insomma quello che comunemente viene definito Network Attached Storage (NAS).
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Lo sappiamo, la virtualizzazione è un fenomeno in continua crescita. Sia a livello aziendale che personale si tenta di fare esperimenti con la virtualizzazione e verificare, se e quando, sia necessario avere più sistemi operativi di cui almeno uno reale e altri virtualizzati.
Sappiamo anche di quanto sia delicato il compito del software di virtualizzazione che, se compromesso, potrebbe danneggiare non solo un sistema operativo, ma un’intera “squadra”.
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Utenti Mac in guardia! Sulla rete si sta diffondendo un’applicazione fraudolenta, chiamata MacSweeper, che garantirebbe di trovare virus sui sistemi Apple.
La compagnia finlandese F-Secure afferma che l’applicazione ricorda truffe di cui sono spesso bersaglio gli utenti Windows.
Facendo credere alla vittima di avere file infetti, i distributori di MacSweeper (tipico esempio di scareware) sperano di vendere il software agli utenti. Una volta effettuato l’acquisto, il povero “Mac-user” si ritroverebbe a pagare un programma che non funziona.
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L’infinita storia dei confronti incrociati tra i sistemi operativi passa anche per il capitolo virus informatici. Da sempre ci si chiede:
“perché mai la diffusione dei virus sui sistemi Windows è così capillare, mentre quella sui sistemi Linux e Macintosh è così limitata?”
La risposta è stata cercata e fornita in una moltitudine di modalità. Tra le più gettonate c’è quella che indica come causa principale quella della diversa diffusione degli utenti tra i vari sistemi operativi.
La tesi è che un virus per diffondersi e portare a termine i suoi scopi deve individuare un target molto ampio, che gli permetta di prolificare in modo massivo e di espandersi in modo rapido e senza il rischio di essere immediatamente identificato ed eliminato. La presenza di PC desktop che “montano” Windows è oltre il 90% (anche 95%), mentre solo una piccolissima parte viene eseguita su Macintosh e ancora meno su Linux.
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