Secondo uno studio effettuato da Webroot, società che lavora nell’ambito della sicurezza del mondo IT, e come ripreso anche da WebNews, siamo di fronte ad una evoluzione nelle abitudini e nell’atteggiamento degli hacker.
Questi infatti sfruttano i risultati forniti da Google Trends per raccogliere informazioni utili per creare siti fasulli e raccogliere dati personali dell’ignaro utente.
Per chi non lo conoscesse, Google Trends permette di verificare quali sono le informazioni più ricercate dagli utenti su Google. Si possono così stilare classifiche delle chiavi di ricerca inserite maggiormente nel motore di Big G.
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Qualche tempo fa, facendo una piccola recensione del libro di Kevin Mitnick “L’arte dell’inganno”, sottolineavo come spesso sia il fattore umano l’anello debole della sicurezza. Pensiamo ad esempio alla questione “password”: troppo spesso e troppe persone utilizzano password semplici da scoprire, anche senza l’utilizzo di programmi o tecniche ad-hoc.
Così, per la paura di dimenticarsele, si sceglie il nome della ragazza, una data di nascita, il nome del cane: quasi mai invece si opta per passphrase, per frasi corte, magari con qualche simbolo di punteggiatura a dividere le parole.
In Rete, si possono trovare parecchi software che generano password casuali, ma per gli utenti meno pratici e poco avvezzi a queste tecniche, la strada non è molto gradita. Oggi però è possibile sfruttare un nuovo tool, sia online che offline.
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Alzi la mano chi di voi non conosce Kevin Mitnick. Per i pochi che non lo sanno, Mitnick, soprannominato il Condor, è considerato uno dei più abili, se non il più abile, hacker del mondo.
Mitnick venne arrestato nel 1995: incarcerato senza processo, è stato rilasciato nel gennaio 2000, ma obbligato ad un’astinenza da Internet fino al 21 gennaio 2003. Attualmente è CEO dell’azienda di consulenza e sicurezza informatica chiamata “Mitnick Security Consulting LLC”.
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