Sempre di più i dati personali scambiati dai governi

Che i nostri dati personali venissero archiviati, osservati e analizzati lo sapevamo già. Che questi fossero beni preziosi per costruire profili di utilizzazione e vendita dei prodotti anche.

Il problema sta nel fatto che spesso, per alcuni tipi di applicazioni Web, le informazioni scambiate con il sistema sono qualcosa in più di una semplice preferenza o abitudine. Stiamo parlando di informazioni riservate circa la propria vita privata, la propria famiglia, il nostro denaro, la nostra salute, ecc.

La gestione di queste delicate informazioni sembra però non preoccupare i governi, e in particolare quello degli Stati Uniti che, in nome della battaglia (anzi della guerra) contro il terrorismo, non sente ragioni e ha stabilito un protocollo di scambio di dati con le nazioni appartenenti all’Unione Europea.

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Persi i dati personali di 15 milioni di persone

Purtroppo la perdita di dati e informazioni sensibili non è cosa nuova, anzi, è ormai letteratura il fatto che differenti società di altissimo livello abbiano inavvertitamente perso (o qualcuno gli ha sottratto) milioni e milioni di dati.

Tuttavia è notizia recente che una società Inglese, la HM Revenue and Customs, è incappata
nell’errore per la seconda volta consecutiva in un periodo di tempo limitato.

In particolare sempre nel mese di Novembre erano andati perduti, a causa di un supporto mai arrivato a destinazione, i dati di circa 15000 clienti di Standard Life, un’azienda che lavora in ambiti previdenziali e assicurativi. Nella fattispecie i dati persi per strada riguardavano le pensioni e tutte le informazioni accessorie necessarie per garantire e/o recapitare la pensione stessa.

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