Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato un articolo in due parti (prima e seconda parte) in cui abbiamo mostrato come è possibile sfruttare il potente motore di ricerca di Google per scovare vulnerabilità nei siti Web.
Grazie infatti al Google Hacking, si è mostrato come non sia così difficile ottenere informazioni riservate quali user e password di un database oppure scoprire bachi di sicurezza all’interno di siti Web.
Oggi vogliamo completare ulteriormente questo tema presentando un video in cui sono raccolti altri esempi.
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Come abbiamo accennato nella prima parte di questa discussione, un ottimo punto di partenza per comprendere le potenzialità dei risultati ottenuti dai motori di ricerca è il sito padre del Google Hacking, ovvero ihackstuff.
Ma quali sono le query che possiamo utilizzare per ottenere informazioni?
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Ormai utilizziamo quotidianamente Google, principalmente per cercare informazioni e documenti su Internet. Tuttavia esistono delle possibilità sconosciute dall’utente medio, che permettono di sfruttare le informazioni memorizzate dai motori di ricerca per ottenere particolari risultati.
Nella fattispecie parliamo brevemente di Google hacking, termine con il quale si intende l’utilizzo della sintassi con la quale è possibile effettuare ricerche in Google per ottenere invece informazioni riservate o in qualche modo legate agli aspetti di sicurezza informatica.
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