Non ci sono più gli spammer di una volta, lo impariamo ogni giorno apprendendo le ultime notizie dal fronte della sicurezza informatica, che ci spiegano come i malintenzionati riescano quotidianamente ad inventarsi nuovissime forme per truffare i malcapitati utenti che finiscono per sbaglio nella morsa di tecniche sempre più sofisticate.
Questa volta si tratta di un metodo abbastanza tradizionale, ma reso più moderno per scopi ben evidenti. Negli Stati Uniti, precisamente a Grand Forks, i cyber criminali hanno stampato e diffuso in giro sui parabrezza delle auto in sosta delle finte multe, ma in tutto e per tutto simili nella forma ad originali contravvenzioni.
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Chi l’avrebbe mai detto che le cornici digitali, quelle usate per mostrare i propri scatti fotografici con amici e parenti, potessero diventare un mezzo usato da un trojan per infettare i sistemi operativi di chi le utilizza?
Succede anche questo nella nuova era delle infezioni digitali. Il cavallo di Troia stavolta si chiama W32/Autorun.worm.e, ma il suo nome cambia a seconda delle case produttrici che lo hanno identificato e riconosciuto come pericoloso. Il suo compito è di sfruttare le cornici digitali per foto come “mezzo di trasporto” tra un PC e un altro. Una volta arrivato sul sistema operativo della vittima, dopo aver messo giù senza problemi eventuali firewall e antivirus presenti nel sistema operativo, il worm inizia a rubare le password che utilizziamo per i giochi online.
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Di recente è stato scoperto un nuovo malware che cela la sua identità dietro un’immagine .jpg. Si tratta di un worm, catalogato come MSNPhoto.A, che usa il celebre programma di Instant Messagging Windows Live Messenger per diffondersi.
Per creare questo codice maligno è stato usato un packer seguito da una tecnica detta binder: il file eseguibile è stato unito, o per meglio dire nascosto, dietro un file .jpg, in modo da non rivelare la pericolosità del malware agli occhi degli utenti. Questa tecnica si sta diffondendo molto negli ultimi tempi visto che, con il diffondersi del PC e dell’istruzione informatica, la maggior parte degli utenti non aprono quasi mai file con estensione .exe.
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