La versione online inglese del noto sito di aste eBay è stata parzialmente bloccata durante la giornata di giovedì 29 ottobre a causa di una errata classificazione da parte di OpenDNS: alcune pagine del sito erano state “etichettate” come potenziali tentativi di phishing.
In particolare alcuni oggetti (“item” nel gergo eBay) con prefisso “cgi.ebay.co.uk” erano non raggiungibili per chiunque, normale utente o ISP, utilizzasse il sistema di OpenDNS.
Ricordiamo infatti che OpenDNS è un servizio di risoluzione DNS gratuito fondato nel 2005 da David Ulevitch.
Il sistema consente una risoluzione dei nomi veloce e performante affidata ad un meccanismo di caching su larga scala e una distribuzione strategica dei server.
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Sono state scoperte e fermate una serie di truffe perpetuate ai danni di alcuni ignari utenti del più famoso sito d’aste del mondo. Tre le persone coinvolte, un uomo e due donne, che preso possesso di alcuni account con un elevato feedback, approfittavano della fiducia degli utenti per vendere oggetti di grande richiesta (come ad esempio i cellulari) incassando i pagamenti senza mai inviare l’oggetto acquistato.
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Nei giorni scorsi Repubblica.it ha pubblicato un articolo e alcuni video su un baco che affligge il sito di aste online più famoso e utilizzato al mondo, eBay.
I documenti proposti puntano a dimostrare come sia possibile ingannare gli utenti eBay, riuscendo a recuperare alcuni dei loro dati sensibili.
Ritengo opportuno fare qualche precisazione perché dalla lettura dell’articolo si potrebbero trarre delle conclusioni sbagliate, come ad esempio, che è possibile recuperare i dati delle carte di credito dell’utente.
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