Tag Archives: defacement

Hackerata la pagina Facebook di Mark Zuckerberg

Se la pagina fan di Mark Zuckerberg non è sicura, allora come possono sentirsi sicuri gli utenti di Facebook? Questo è il primo pensiero che viene in mente leggendo del “defacement” perpetrato ai danni della pagina fan del numero 1 di Facebook.

Sulla pagina è comparso un messaggio firmato apparentemente da Zuckerberg che recitava:

“Che l’hacking abbia inizio: se Facebook ha bisogno di soldi, invece di andare a chiederli alle banche, perché non far investire gli utenti in Facebook? Perché non trasformare Facebook in un social business come ha suggerito il premio nobel Muhammad Yunus? Che cosa ne pensate? #hackercup2011″

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Twitter defacciato da hacker iraniani

Nelle scorse ore Twitter ha subito un attacco che ha portato al defacement della propria home page. A mettere in ginocchio il popolare servizio di microblogging è stato il gruppo “Iranian Cyber Army“, così si è firmato il gruppo di hacker (o sarebbe meglio dire cracker, visto l’intento “distruttivo”).

Nel messaggio che campeggiava in home page era presente un chiaro attacco agli Stati Uniti:

Gli U.S.A. pensano di controllare e gestire Internet ma non è così, Noi controlliamo e gestiamo Internet con il nostro Potere.

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Facebook: un bug consente di prendere il controllo dei gruppi

Siete utenti Facebook e la pagina di uno dei vostri gruppi preferiti sembra sia improvvisamente cambiata? Quello che può essere successo è che qualcuno abbia “defacciato” la pagina del gruppo sfruttando un bug di implementazione della piattaforma Facebook stessa.

È quello che hanno fatto alcuni anonimi utenti del gruppo Control your info, che sfruttando una falla di Facebook hanno modificato immagine e descrizione di centinaia di gruppi sul noto social network (al momento più di 300).

Chiunque può creare un gruppo in Facebook e come amministratori si ha la possibilità di personalizzare gli aspetti del gruppo cambiandone nome, immagine, inviando messaggi a tutti i membri iscritti etc.

Quando però un amministratore si disiscrive, chiunque può registrarsi al gruppo e diventare così il nuovo amministratore.

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Cracker attaccano il sito di Maradona

È stato preso di mira da alcuni cracker il sito ufficiale di Diego Armando Maradona, per prendersi una rivincita in rete dopo che l’Argentina è riuscita a conquistare in campo la vittoria sul Perù e in questo modo si è aggiudicata la qualificazione mondiale in Uruguay.

Il gruppo di “pirati informatici” si è firmato “Elite-Peruvian” e ha attaccato il sito del noto fuoriclasse del calcio definendolo il “piagnone più grande di tutti i tempi” e facendo notare che gli argentini hanno vinto nel calcio, mentre i Peruviani hanno riportato una vittoria in rete.

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Violato un server web del progetto LHC

Del Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più grande del mondo, se ne è parlato parecchio, soprattutto quando i catastrofisti di turno hanno paventato addirittura un eventuale buco nero (siamo ancora qui, giusto?).

Un gruppo di hacker, che si riconosce sotto il nome di Greek Security Team, ha effettuato il defacement di uno dei server che ospita uno dei siti web relativi al CMS (Compact Muon Solenoid), già utilizzato durante il 2007 e alla base di alcuni dei vari esperimenti che verranno svolti nell’immenso anello di collisione.

Seppure la notizia abbia guadagnato le pagine dei quotidiani grazie all’accoppiata buco nero-hacker, l’attacco è stato immediatamente ridimensionato: sebbene il server violato sia collegato alla rete di computer che controllano i giganteschi magneti, gli aggressori non avrebbero potuto fare grossi danni, al massimo spegnere qualche sensore.

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Attacchi contro i siti dell’ICANN e dell’IANA

Solo pochi giorni fa, WebNews parlava di una delle più grandi e probabilmente rivoluzionarie novità degli ultimi anni: la liberalizzazione dei domini Internet.

Infatti, l’ICANN (International Corporation for Assigned Names and Numbers), l’istituzione che controlla e regolamenta l’assegnazione dei domini Internet, ha deciso di dare la libertà ad aziende e privati di scegliere liberamente la parte finale del proprio indirizzo. Così, oltre ai classici “.com”, “.it”, possono essere scelti “.love”, “.ibm” e così via.

Questa novità a quanto pare non ha convinto molti, al punto che alcuni hacker hanno attaccato nelle scorse ore il sito dell’ICANN e quello dello IANA (Internet Assigned Numbers Authority), altro ente che si occupa dell’assegnazione degli indirizzi IP.

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