Tag Archives: ddos

CNN.com sotto attacco, tre ore di buio

Era stato preannunciato, il sito CNN.com è stato buttato giù per un periodo di tempo pari a tre ore, a causa di un attacco denial of service.

Nello specifico non molto tempo fa un gruppo di hacker cinese aveva dichiarato la predisposizione di un attacco DOS con il quale avrebbe impedito l’uso del sito in virtù di una protesta contro i media del mondo occidentale che in qualche modo sarebbero stati irriverenti nei confronti della Cina.

La vicenda è stata confermata da NetCraft che afferma anche la presenza di qualche problema anche successivamente all’incidente.

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Un attacco DDoS contro Scientology

Con le moderne tecniche informatiche ogni sito, in qualsiasi momento, può cadere nelle grinfie degli hacker. Per differenti motivi, infatti, un sito, o il movimento che vi è dietro, può subire attacchi che ne inibiscono in tutto o in parte le funzionalità.

Questo è vero quando si parla di siti aziendali o governativi, figuriamoci quando il protagonista è il sito di una corrente di pensiero (qualcuno la chiama religione) come Scientology. Nella fattispecie un gruppo di hacker, che si sono dati il nome di “Anonimi” ha deciso di sferrare un attacco di tipo Distributed Denial of Service (DDoS) per rendere inutilizzabile il sito Web.

La decisione è stata presa, secondo indiscrezioni, a seguito della richiesta da parte della “chiesa” di eliminare da YouTube un video contenente la dichiarazione di fedeltà alla stessa da parte di Tom Cruise.

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Il malware raggiunge il record storico

Nel 2007 F-Secure ha individuato un numero di malware in circolazione pari a quello scovato negli ultimi venti anni. In pratica all’inizio dell’anno sono stati individuati circa 250.000 esemplari di codici maligni, mentre alla fine del 2007 il numero è aumentato del 100%.

I cybercriminali però hanno peccato di creatività quest’anno, concentrando la loro attenzione sull’efficienza e sulla compatibilità dei malware con i nuovi OS usciti sul mercato. Inoltre è cresciuto a dismisura l’utilizzo di kit per la creazione di malware, che è risultato uno dei fattori principali dell’aumento dei codici nocivi.

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