Con il termine crittoanalisi si intende l’analisi di un testo cifrato nel tentativo di decodificarlo senza possedere la chiave, ossia di “effrangere” un sistema crittografico.
È caratterizzata da un’assunzione fondamentale, proposta per la prima volta da Dutchmann A. Kerckhoffs: il crittoanalista conosce l’algoritmo crittografico utilizzato.
Quindi il crittoanalista è libero di utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per risalire al testo in chiaro: un tentativo di “effrazione” prende il nome di attacco.
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La crittografia a chiave pubblica rappresenta una rivoluzione rispetto alla crittografia tradizionale.
Proprio con queste parole (“Siamo all’inizio di una rivoluzione nella crittografia”) infatti, nel Maggio 1976, Whitfield Diffie e Martin Hellman, due ricercatori della Stanford University, annunciano la nascita della crittografia a chiave pubblica nell’articolo “New Direction in Cryptography“, pubblicato su “IEEE Transactions on Information Theory” del Novembre 1976.
Contrariamente alla crittografia a chiave segreta, la crittografia a chiave pubblica prevede l’utilizzo di due chiavi distinte: una detta chiave pubblica e l’altra detta chiave privata.
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