Tag Archives: cracker

CartaSì: sito phishing nei server Sony

Probabilmente è solo un caso, ma Sony continua a restare sotto i riflettori; e non certo per cose piacevoli. Degli hackeraggi subiti (sarebbe meglio chiamarli crackeraggi) si è detto già molto, con l’intero sistema Playstation Network in ginocchio.
La notizia, pur non correlata attacco del mese scorso, è forse altrettanto grave.
In parole povere un sito fasullo imitante quello di CartaSì è (era?) ospitato dal server tailandese della multinazionale.
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Google Immagini nel mirino dei cracker

È stato diramatp un allarme per la sicurezza legato a Google Immagini. Secondo alcuni ricercatori, infatti, il motore di ricerca di immagini sul Web sarebbe stato preso di mira da cracker, i quali utilizzerebbero le sue SERP per dirottare gli utenti su siti Web infetti dai quali distribuire virus.
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Agenzia Spaziale Europea sotto attacco: rubate email e password

I server dell’ESA – Agenzia Spaziale Europea, sarebbe stato vittima di un attacco da parte di alcuni cracker, che avrebbero rubato dati sensibili di circa duecento utenze (nomi utente, password ed indirizzi e-mail) relativi a dipendenti.
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Terremoto in Giappone, pericolo sciacallaggio cracker

La situazione in Giappone resta critica sia per gli effetti del terremoto / tsunami, sia per l’emergenza nucleare a Fukushima. Lo stiamo ribadendo spesso, in questi giorni, ma sono proprio situazioni come queste quelle in cui i cracker sguazzano di più. L’interesse globale, infatti, si concentra in poche parole di ricerca chiave e il cracking raggiungendo gradi di efficacia temibili.

Si è già detto dei rischi legati alla chiave di ricerca “most recent earthquake in Japan”; ora Websense ha deciso di estendere l’allarme, spiegando il tipo di attacchi cui stiamo assistendo in questi giorni: si va dal phishing più banale, ma non per questo meno pericoloso, alla diffusione di roguewar o FakeAV (falsi antivirus), come il Mal_FakeAV-25 di cui abbiamo già dato notizia.

Ovviamente non mancano le “mail fittizie” che chiedono donazioni – attenti a non regalare le chiavi di accesso per il vostro Internet Banking! – e le applicazioni Facebook malevoli.

Insomma, il più grande disastro della storia del Giappone dalla fine della II Guerra Mondiale rischia di diventare una manna dal cielo per i cracker di tutto il mondo e una minaccia per pc e conti bancari.

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Piattaforme mobili: nuove frontiere malware e cracking

I report McAfee, Symantec, Trend Micro & C. parlano chiaro, confermando quanto detto più volte: la nuova frontiera dei malware e degli attacchi informatici sono le piattaforme mobili. Si sa che tutto ciò che si connette a Internet non può essere ritenuto sicuro al 100% e, se la connettività su cellulari e smartphone di nuova generazione sta vivendo un vero boom, è anche vero che le pratiche di cracking si stanno adeguando.

Uno dei dati più curiosi dell’ultimo trimestre 2010 è il lieve calo del livello di Spam globale, segno che altre e più redditizie strategie malevoli si stanno affermando al suo posto. Due sembrano essere le “vie maestre”: attacco tramite sito e infezione da prodotti Adobe.

Nel primo caso, McAfee ha rilevato che usando le chiavi di ricerca più comuni, almeno il 51% dei primi 100 risultati rimanda a pagine “infette”. Un rischio confermato anche da Symantec che dovrebbe richiamarci sempre di più ad un uso consapevole di Internet e dei motori di ricerca.

Per quanto riguarda l’attacco a sistemi flash e PDF, il trend non ha fatto che confermare le paure già manifestate nel 2009: per tutto il 2010 vari ricercatori ed esperti di sicurezza hanno continuato a segnalare bug e pericoli intrinsechi a queste tecnologie.

E la tendenza pare confermata anche per il 2011. In fondo, con il successo in chiave “mobile” di sistemi operativi alternativi ai prodotti Microsoft, i sistemi Adobe – funzionanti su qualsiasi OS – diventano un’ottima soluzione per intrufolarsi dentro le nostre macchine.

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Dating online: eHarmony bucato, rubati i dati degli “innamorati”

Attenzione alle dolci conoscenze sul Web: il dating online gioca gran parte dei propri servizi sui dati sensibili dei propri utenti ma, a volte, con risvolti davvero poco “rosei”. Come è capitato al sito eHarmony: nei giorni scorsi il suo sistema di sicurezza è stato bucato da cracker, che hanno potuto sottrarre decine di migliaia di dati personali, messi poi in vendita ad almeno 2 mila dollari. Continua »

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Wall Street: hacker violano le difese del Nasdaq

In pochi ambienti informatici gira tanto denaro e potere come nei circuiti di scambio monetario dell’indice Nasdaq, negli USA. Immaginate dunque il panico degli addetti ai lavori e della polizia quando hanno scoperto che, durante l’ultimo anno, alcuni hacker sono riusciti a violare le difese telematiche di Wall Street, entrando più volte nel suo sistema di transazione telematica.

Il termine hacker non è qui usato totalmente a sproposito: in effetti, nessun danno o furto è stato compiuto durante queste visite, anche se sapere superate tutte le difese di sicurezza deve avere creato non poche paure ed imbarazzi. Il timore è che queste intrusioni siano in realtà momenti di studio, e che i veri obiettivi siano tutt’altro che innocenti. Non è nuova la tendenza dei cracker, infatti, a cercare di intrufolarsi nei sistemi informatici istituzionali, mettendo mano al cuore di una nazione. Lo stesso traffico aereo USA è stato vittima, in passato, di tentativi di “controllo esterno”.

Nessuna ipotesi concreta è stata fatta sugli autori del cyber-crimine. Dalla lettura degli IP sembrerebbe ipotizzabile un attacco proveniente dalla Russia, ma il rischio che i cracker/hacker usino server proxy per nascondere la propria identità è, ovviamente, altissimo. I colpevoli potrebbero essere, dunque, in qualsiasi parte del globo, rendendo particolarmente difficile la loro identificazione precisa.

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Poste.it attaccato dai cracker: la Polizia sulle tracce degli autori

Il sito delle Poste Italiane è stato vittima nel week-end di un vero e proprio attacco da parte di “cracker”. Inizialmente, verso le 19:00 di sabato, è stata visualizzata una scritta che recava il seguente messaggio: “Hacked. Stavolta siamo stati buoni ma possiamo fare molto di più”. Poi non è stato più possibile accedere allo spazio Web.

Il portale ha subito il blocco di tutte le operazioni effettuabili in rete, anche quelle finanziarie. Gli hacker si sono firmati “Mr Hipo & Stutm“. Subito una squadra di ingegneri di Poste Italiane si è messa al lavoro per risalire agli autori dell’attacco.

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Kaspersky: Mac, Linux e BSD saranno gli obiettivi dei prossimi attacchi

Eugene Kaspersky, fondatore nel 1997 dell’azienda specializzata in sicurezza informatica Kaspersky Lab, ha rilasciato importanti dichiarazioni sul futuro della sicurezza dei sistemi Linux, Mac e BSD.

Presto malware ed attacchi di cracker saranno un problema anche per Linux, Mac e BSD. Questi sistemi non sono così sicuri come credono gli utenti. Per ora i criminali informatici sono più attratti dal Web che dai sistemi operativi ma nel futuro le cose cambieranno

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Cina: arrestato cracker che danneggiò il sito della Croce Rossa

Si chiama Yang Litao, ha 23 anni e ne dovrà trascorrere due all’interno di un carcere cinese. È la condanna data al ragazzo che ha escogitato una truffa molto dettagliata, qualche mese fa, approfittando dei movimenti organizzati in tutto il mondo in occasione del terremoto avvenuto a Maggio nella provincia cinese del Sichuan.

Il ragazzo, che lavorava all’interno di una società informatica, ha rubato il nome utente e la password dell’amministratore del sito Internet della Fondazione Croce Rossa di Kunshan, che raccoglieva seriamente fondi a favore delle vittime del disastro, e si è intrufolato nel sistema di amministrazione del sito, cambiando il numero del conto corrente verso il quale venivano spediti i soldi dei donatori.

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