Una falla potenzialmente molto pericolosa è stata scoperta tempo fa da alcuni ricercatori nel servizio di cloud computing Amazon Web Services, compreso Amazon EC2. Secondo quanto reso noto, ciò avrebbe potuto comportare l’accesso con privilegi amministrativi da parte di gente non autorizzata, con rischi molto concreti per l’integrità del servizio stesso.
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Un’indagine portata avanti da Courion riporta dati imbarazzanti sulla sicurezza dei dati e degli accessi alle cloud application a livello aziendale.
Una società su sette ha ammesso di essere a conoscenza della possibilità che le loro applicazioni cloud siano vittima di potenziali violazioni, ma non sanno come porre rimedio al problema e ancor peggio, il 78.4% non ha identificato i responsabili della sicurezza dei dati cloud all’interno della loro azienda.
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ZoneAlarm free si rinnova, portando una bella ventata di aria fresca alle sue funzioni, che ora si arricchiscono di una community cloud-based: il firewall, o per meglio dire chi lo sviluppa, spera di riacquistare la popolarità di una volta, quando era caratterizzato da un’interfaccia intuitiva e, cosa più importante, da una semplicità d’utilizzo senza pari.
Come pensa di riuscirci? Grazie al servizio SmartDefense il programma è in grado di decidere se un file è nocivo o meno appoggiandosi alle segnalazioni di tutti gli utilizzatori: una volta definita la pericolosità del file, questa sarà resa nota a tutti i client, che quindi non dovranno chiedere conferme inutili.
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Trend Micro, come già molti altri produttori, attraverso un report, ha stilato una lista delle potenziali minacce che verranno, cercando di delineare il panorama della sicurezza per il 2010.
Tra le tecnologie che verranno sfruttate in maniera massiva dai cyber-criminali, sicuramente il cloud computing e la virtualizzazione.
L’adozione di questi sistemi è vista di buon occhio dalla aziende, sempre alla ricerca di soluzioni che consentano di aumentare i guadagni e ridurre i costi, migliorando l’efficienza.
Il problema come evidenzia il documento “Trend Micro 2010 Future Threat Report“, è la necessità che queste scelte tecnologiche siano ben ponderate e adeguatamente studiate.
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Bruce Schneier, uno dei massimi esperti di sicurezza, parla in uno dei suoi ultimi articoli sul suo blog di cloud computing, in particolare in relazione alla sicurezza informatica.
Dalla sua analisi, ne esce, come sempre, un quadro chiaro e lucido, in cui Schneier manifesta tutta la sua criticità nei suoi confronti.
Il cloud computing può essere definito come “software as a service”, ossia un’applicazione che “gira” su Internet a cui l’utente può accedere tramite un browser. Un classico esempio, dice Schneier, è Google Docs.
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