Vodafone, distribuiti HTC Magic infettati dalla botnet Mariposa

HTC Magic

Diversi HTC Magic venduti da Vodafone in Spagna potrebbero essere infettati da un virus legato alla botnet spagnola Mariposa, sgominata proprio nei giorni scorsi dalle autorità spagnole in collaborazione con enti e aziende del settore della sicurezza informatica.

La notizia, che farà probabilmente scalpore, arriva direttamente dal blog di Panda Antivirus, il noto produttore dell’omonima soluzione per la protezione del computer.

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Sgominata in Spagna la botnet Mariposa

botnet Mariposa

Continua l’incessante guerra che le autorità hanno dichiarato nei confronti delle varie botnet che infettano e controllano milioni di PC in tutto il mondo. Dopo la botnet Waledac, sgominata da Microsoft la scorsa settimana, ecco cadere un’altra di queste reti.

Grazie ad una collaborazione tra la polizia spagnola e l’FBI, a cadere adesso è stata la botnet Mariposa, considerata la più grande del mondo nonché in grado di infettare ben 13 milioni di computer in 190 paesi del mondo.

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Microsoft: abbattuta la botnet Waledac

botnet Waledac

Microsoft mette a segno un grande colpo in quella che si può tranquillamente definire la “guerra alle botnet“. La novità delle ultime ore riguarda, in particolare, la botnet Waledac, nota per la massiccia diffusione di spam, nonché di attacchi di tipo DoS (denial of service), che interessano una buona parte di utenti e aziende collegati ad Internet.

L’operazione è stata compiuta in gran segreto dal gruppo di Redmond, che ha ottenuto dal giudice la chiusura di ben 227 domini identificati come parte della botnet incriminata.

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La botnet Kneber dietro il maxi attacco della scorsa settimana

Grafici siti attaccati

La scorsa settimana aveva destato interesse la notizia del maxi attacco portato da alcuni cracker a 2.500 aziende di ben 196 paesi diversi, un attacco su scala mondiale che aveva coinvolto decine di migliaia di computer.

Un evento che non poteva quindi passare inosservato agli occhi degli esperti, tanto che sono stati in molti a studiare nel dettaglio l’attacco, come il sito ZDNet che ha offerto una panoramica della botnet Kneber, mettendo in luce diversi aspetti di quanto accaduto alcuni giorni addietro.

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Oltre 150 milioni di dollari rubati dai produttori di scareware

Scareware

Vi siete mai chiesti quanti soldi dei navigatori finiscono nelle tasche dei produttori di scareware?

Questa domanda trova in parte risposta nella nota rilasciata dall’Internet Crime Complaint Center (IC3): sembra che l’FBI abbia stimata questa cifra nell’ordine di oltre 150 milioni di dollari.

Si tratta di una stima puramente indicativa di una situazione reale che è ancora peggiore, e che ha visto vittime dei raggiri di “rogue antivirus” e “scam software” di vario genere, più di 40 milioni di persone in tutto il mondo.

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Zeus bot ora sfrutta i servizi Web di Amazon

Amazon Web Services

A quanto pare il gruppo che sta dietro al famoso trojan Zbot o Zeus, ha pensato bene di evolvere la propria “creatura”.

Alcuni ricercatori di sicurezza hanno infatti individuato una nuova variante che sembra utilizzi la piattaforma Amazon EC2 per controllare e dirigere la botnet formata dai PC zombie infetti.

Il servizio di hosting Amazon RDS verrebbe usato invece per mantenere traccia di tutte le informazioni sottratte dai computer infetti, questo nel caso l’eventuale dominio originale venisse rimosso o oscurato.

Stando alle segnalazioni questo sembra sia il primo tentativo di utilizzare i servizi di cloud-computing di Amazon per scopi illeciti da parte della cosiddetta “Zeus gang”.

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