Il Governo e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sono stati presi di mira dagli Anoymous, che per alcune ore hanno attaccato diversi siti riconducibili a Berlusconi e alla sua attività politica.
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Non solo PlayStation Network e Qriocity: al triste elenco dei servizi Sony coinvolti nell’attacco di ignoti cracker che ha portato al furto di dati sensibili degli utenti, si aggiunge anche il Sony Online Entertainment.
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Quello scoperto lo scorso 26 gennaio da Alex Cox, ingegnere al servizio dell’azienda americana NetWitness, resterà negli annali come l’attacco hacker più imponente nella storia dell’informatica. Circa 75.000 i computer coinvolti, distribuiti inoltre 2.500 aziende presenti in 196 diversi paesi. Colpiti in particolar modo Messico, Arabia Saudita, Turchia, Egitto e Stati Uniti.
A finire nella rete dei cyber criminali, alcuni colossi come Cardinal Health, Paramount Pictures e alcune agenzie governative USA.
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Appena presentato e subito out. È la curiosa vicenda legata al nuovo sito Riformabrunetta.it, sulla riforma della Pubblica Amministrazione, un progetto voluto dal ministro Renato Brunetta per informare in tempo reale e con costanza i cittadini su tutti i dettagli della riforma.
Un sito che dovrebbe rappresentare l’interessante idea di avvicinare il cittadino alle istituzioni, rendendolo in qualche modo partecipe dei lavori che stanno alla base di questa riforma. Peccato solo che, dopo pochissime ore dalla sua presentazione e dalla partenza ufficiale, il sito Riformabrunetta.it sia stato oggetto di attenzione non soltanto dei cittadini, ma anche da parte di un gruppo di cracker.
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