Potrebbe esserci la Cina dietro a quel che viene considerato l’attacco informatico più grande della storia, cioè la violazione e l’introduzione non autorizzata nei database di 72 soggetti di grossa rilevanza scoperte da McAfee lo scorso marzo, quando i suoi ricercatori hanno rintracciato alcune intrusioni su un server di comando e controllo, legato a una precedente violazione dei dati di alcune aziende attive nel settore della Difesa.
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Sotto attacco i server di WordPress.com. A rivelarlo è stata la stessa Automattic, in un post sul blog ufficiale. Un attacco di basso livello che ha compromesso solo potenzialmente la sicurezza degli account, ma il rischio vero è legato alla diffusione di frammenti di codice dei partner.
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Secondo una ricerca condotta nello scorso mese di gennaio da Symantec sulla sicurezza informatica nelle aziende e nelle organizzazioni che lavorano con supporti informatici e tecnologici, sarebbero addirittura il 98% le aziende che hanno dichiarato di aver subito, nel corso del 2008, una perdita di dati a causa del cybercrime.
L’indagine è stata rivolta a 1000 capi d’azienda in tutta Europa e negli Stati Uniti e, oltre a questo importante dato, sono state registrate anche altre fondamentali informazioni per rendersi conto di come evolve il crimine informatico.
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Quelle che vi sto per elencare sono norme più che altro di buon senso, che dovremmo applicare in ogni occasione, nei nostri lavori al PC a casa e nel luogo di lavoro, perché la prudenza non è mai troppa e anche le persone di cui ci fidiamo potrebbero sfruttare anche le più piccole occasioni per accusarci di azioni illecite che mai abbiamo compiuto o per sottrarci informazioni riservate.
Problemi di questo tipo potrebbero sembrare abbastanza lontani dalla nostra vita, eppure spesso capita di cadere in tranelli ben progettati (o a volte anche non troppo intenzionali) che ci potrebbero mettere, anche per una semplice distrazione, a disagio o in serio pericolo.
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Con il passare del tempo i criminali informatici hanno acquisito una potenza di attacco sempre maggiore. Grazie all’ausilio inconsapevole di milioni di utenti collegati alla rete possono attaccare anche i siti con elevato livello di sicurezza, comodamente seduti alla propria scrivania.
Si stima che i criminali informatici sono in grado di muovere circa 40 gigabit di dati al secondo contro un unico obiettivo. Praticamente è l’equivalente di circa 30 DVD nel giro di un solo minuto. Si tratta chiaramente di una quantità di traffico capace di interrompere il servizio di quasi tutti i siti Internet attualmente online. Questo è quanto rivela uno studio di Arbor Networks presentato recentemente, e rilevante in quanto condotto sui principali 66 operatori Internet a livello mondiale.
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