Al Black Hat di Las Vegas, l’esperto di sicurezza Barnaby Jack è riuscito nell’impresa che è sempre il sogno di milioni di aspiranti cracker in tutto il mondo: mettere in crisi i sistemi ATM, acronimo che sta per Automated Teller Machine e che identifica le macchine per il prelievo automatizzato di denaro diffuse un po’ in tutti i paesi e conosciute anche con il nome di bancomat.
Barnaby Jack è infatti riuscito a bucare i sistemi ATM presi di mira per ben due volte, ottenendo l’erogazione di denaro contante e i dati sensibili delle persone che avevano usato la macchina per accedere al proprio conto.
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Uno dei pericoli più insidiosi in Rete sono senz’altro i rootkit, file malevoli in grado di assumere il controllo dei nostri PC, senza fra l’altro dare molto nell’occhio. La notizia è che degli hacker (forse sarebbe il caso di parlare però, più correttamente, di cracker) ne hanno realizzato alcuni capaci persino di insidiare i Bancomat.
Il prossimo luglio, il ricercatore B. Jack terrà alla conferenza della Black Hat a Las Vegas un discorso dal titolo inequivocabile: Jackpotting Automated Teller Machines.
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Uno degli strumenti più utilizzati nella vita quotidiana è il Bancomat o ATM (Automatic Teller Machine).
Il numero di questi dispositivi in Europa è di circa 400.000 e da sole Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania raggiungono quota 72% di questa cifra.
È chiaro quindi come gli sportelli automatici stiano diventando sempre più oggetto d’interesse della criminalità, in grado di colpire con varie forme che vanno dall’ingegneria sociale ad attacchi fisici veri e propri.
Un recente rapporto stilato dall’European Network and Information Security Agency (ENISA) mette in evidenza le crescenti perdite dovute al cosiddetto “ATM Crime”.
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