Le risposte alle domande segrete sono individuabili facilmente

domande segrete

Uno studio condotto da Stuart Schechter, A. J. Bernheim Brush e Serge Egelman presentato all’IEEE Symposium on Security and Privacy ha rivelato dati molto interessanti sulle abitudini degli utenti di Internet per quanto riguarda l’utilizzo delle domande segrete sempre più spesso utilizzate dai servizi online.

Queste procedure consentono di recuperare i dati di accesso ad un portale semplicemente indicando la risposta ad una domanda che dovremmo conoscere solo noi. La ricerca, chiamata “IT’s no secret: Measuring the security and reliability of authentication via secret questions” e svolta grazie alla partecipazione di 130 volontari (64 uomini e 66 donne), ha dimostrato che effettivamente le cose non vanno come dovrebbero.

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Sophos: è pericoloso usare una password per diversi account

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Sophos, che si occupa di ricerche e soluzioni per il mercato della sicurezza informatica, ha effettuato un’indagine prendendo in considerazione circa 700 operatori che utilizzano sistemi informatici all’interno di diverse aziende.

La ricerca mirava ad individuare il comportamento degli utenti relativo alla scelta e alla conservazione delle password che utilizzano per accedere a servizi online e offline, personali o di lavoro.

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Monster.com: 4,5 milioni di account violati

Monster.com furto dati

Quello messo a segno lo scorso venerdì da un team di hacker ai danni di Monster.com, leader nel settore dell’employment online, è uno dei più grandi furti di dati a cui la storia della tecnologia abbia mai assistito.

Gli account violati mediante l’incursione nel database del celebre portale sono ben 4,5 milioni e, considerando le informazioni inserite dagli utenti (nome, cognome, indirizzo email, password ecc.), siamo di fronte ad una vera e propria emergenza.

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Accede a GMail e si collega agli account di trenta utenti

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A volte i problemi di sicurezza informatica fanno sorridere per le modalità nelle quali vengono scoperti certi bug o exploit in applicazioni e servizi web.

L’ultimo caso è toccato a Abdulaziz Al-Shalabi, abitante del Kuwait, uno degli infiniti milioni di utenti di GMail, il notissimo servizio di posta elettronica di Google, che qualche settimana fa ha avuto dei problemi a collegarsi alla sua casella di posta elettronica, come poi ha dichiarato al sito CNET News, e subito dopo ha scoperto, con grande sorpresa, di essere collegato senza volerlo contemporaneamente agli account di circa trenta utenti a lui completamente sconosciuti.

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