Archivio categoria 'Spam'

Messenger sotto assedio, alto rischio phishing e spam

Messenger a rischio

Un allarme che riguarda milioni di utenti è stato lanciato dagli esperti. Secondo i dati in possesso di G Data Security Lab, infatti, uno dei client di messaggistica istantanea più diffusi al mondo, ovvero Messenger, sarebbe letteralmente sotto assedio da parte di diversi cybercriminali.

Sembra infatti che vi siano in circolazione diversi inviti di richieste di amicizia, ovviamente fittizie, collegate a loro volta a numerosissimi siti creati ad arte per ingannare gli utenti e rubare possibilmente preziosi dati sensibili o credenziali.

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Facebook: un’applicazione per vedere il video dell’insegnante violento, ma è solo un falso

Una schermata del post fasullo

I cybercriminali all’attacco degli utenti su Facebook. Cavalcando l’onda dei video, talvolta scioccanti, provenienti dalle aule scolastiche, circola infatti sul social network un’applicazione che promette di dare l’accesso alla visione di un filmato in cui un insegnante usa violenza contro un alunno.

L’applicazione, conosciuta con un eloquente titolo come “Maestro quasi uccide un ragazzo di 13 anni. SCIOCCANTE!”, è in grado di far vedere una piccola anteprima di un atto di violenza su un ragazzo, invitando gli utenti a cliccare su un link al fine di far partire il filmato.

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Mondiali FIFA: i cybercriminali pronti all’attacco

mondiali calcio

I Mondiali di calcio di Sudafrica 2010 partiranno tra pochissime ore con il calcio di inizio di Sudafrica-Messico in programma alle ore 16, ma c’è già chi, ovvero i “soliti” cybercriminali, non aspetta altro che questa occasione per portare i propri attacchi agli utenti.

L’allarme sulla sicurezza informatica di milioni di utenti è stato lanciato nelle scorse ore dagli esperti, che temono un aumento dello spam e di tentativi di phishing cercando di ingannare i tantissimi navigatori che nei prossimi giorni si riverseranno sul Web alla ricerca di notizie, statistiche e quant’altro riguarderà i Mondiali FIFA.

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La botnet Storm ritorna a spammare dopo più di un anno

Storm botnet

Per la serie “a volte ritornano” va registrato l’allarme lanciato dai ricercatori di CA, che hanno evidenziato la rinascita della botnet Storm, una minaccia che sembrava definitivamente distrutta diversi mesi fa.

La storia di Storm, venuta alla ribalta nel settembre 2007, pareva essere stata definitivamente chiusa un anno dopo, quando, dopo aver visto infettati 274.372 computer, gli esperti di sicurezza avevano dichiarato definitivamente distrutta la botnet.

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L’iPad nuova frontiera dello spam su Twitter

Spam su Twitter

Il grande successo mediatico, e non solo, di iPad ha cominciato ad attirare le attenzioni dei soliti spammer, i quali si sono fatti vivi sul più famoso sito di microblogging, cioè Twitter.

Un’attenzione di certo non gradita dagli utenti ma che era comunque assolutamente preventivabile visto il grosso richiamo che il tablet di Apple ha generato. Così, c’è chi ha pensato bene di pubblicare dei post su Twitter relativi a fantomatici concorsi a premi, promozioni e quant’altro al fine di offrire agli utenti la possibilità di vincere un iPad.

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Account Twitter violati e usati per diffondere spam

Messaggi su Twitter

Centinaia di account Twittter sono stati violati nelle scorse ore per essere utilizzati come strumento per inviare spam.

Gli account violati pare siano stati utilizzati, all’insaputa dei legittimi proprietari, per l’invio di messaggi di spam contenenti del testo come “Ho perso 20 kg in 2 settimane” e annessi link a siti in cui vengono presentate diverse diete che promettono risultati incredibili in poco tempo.

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Microsoft: abbattuta la botnet Waledac

botnet Waledac

Microsoft mette a segno un grande colpo in quella che si può tranquillamente definire la “guerra alle botnet“. La novità delle ultime ore riguarda, in particolare, la botnet Waledac, nota per la massiccia diffusione di spam, nonché di attacchi di tipo DoS (denial of service), che interessano una buona parte di utenti e aziende collegati ad Internet.

L’operazione è stata compiuta in gran segreto dal gruppo di Redmond, che ha ottenuto dal giudice la chiusura di ben 227 domini identificati come parte della botnet incriminata.

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Facebook: la risposta via mail ai commenti a rischio spam

Facebook Mail Replay

Come molti avranno notato, da un po’ di tempo è possibile rispondere ai commenti di Facebook via email. Una cosa molto comoda ma che potrebbe essere a rischio sicurezza.

Ogni qualvolta viene postato un commento, Facebook crea un indirizzo di posta che rimane attivo per eventuali repliche. La pericolosità di questa funzionalità, risiede nel fatto che, a quell’indirizzo email, può rispondere chiunque. Non è infatti necessario che la persona sia nella propria lista di amici. Chiunque possa vedere la vostra bacheca (questo dipende dalle impostazioni di privacy del singolo utente), può anche visualizzare gli indirizzi email per le risposte.

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Spam su Facebook, Sanford Wallace condannato ad risarcire 711 milioni di dollari

Facebook spam

Una vera e propria stangata può essere definita quella che il giudice della California, Jeremy Fogel, ha stabilito quale pena per Sanford Wallace, ovvero il “re dello spam” americano.

Wallace, non nuovo a vicende di questo genere, dato che l’anno scorso fu condannato per il reato di spam in una causa aperta nei suoi confronti da MySpace, era stato portato stavolta in tribunale da Facebook, il social network tramite cui aveva inviato un massiccio numero di messaggi inutili agli utenti a soli scopi promozionali.

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Contro lo spam sanzioni più severe

spam

La Commissione Europea ha condotto un’indagine sul fenomeno dello spam in Europa, scoprendo che non tutti i Paesi europei adottano gli stessi provvedimenti per combattere il problema, che secondo gli ultimi sondaggi sembra coinvolgere il 65% degli Europei e il 64% degli Italiani. I casi esaminati sono stati 140 in 22 Stati.

In particolare la Spagna si è rivelata il Paese con più procedimenti giudiziari avviati contro i responsabili dello spamming. A seguire in questo senso si collocano la Slovacchia e la Romania. In particolare invece l’Olanda è lo Stato che ha applicato sanzioni pecuniarie più elevate per i responsabili del fenomeno.

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