Ci siamo divertiti, abbiamo raggiunto i nostri scopi e adesso ci congediamo. Insomma tanti saluti e chi s’è visto s’è visto. Si può riassumere così l’ultima evoluzione dell’epopea di LulzSec, il gruppo di cracker che ha sconvolto il Web negli ultimi due mesi, mettendo a nudo le mancanze in tema di sicurezza dei network di grossi nomi come Sony, Nintendo, PBS e perfino la CIA tra i tanti “caduti” davanti all’ingegno e alla caparbietà dei ragazzi che costituivano il team.
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WordPress.org è incappato in un problema di sicurezza che obbligherà l’azzeramento delle password degli utenti. Si tratta di una non meglio precisata vulnerabilità dovuta ad alcune backdoor presenti in almeno tre plug-in tra i più popolari come AddThis, WPtouch e W3 Total Cache, che a quanto sembra sono stati modificati da terzi (che hanno avuto accesso alla repository in modo da modificare i file originali).
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Una falla nell’infrastruttura alla base di LinkedIn potrebbe comportare un potenziale pericolo per la sicurezza dei dati degli utenti. Lo afferma un ricercatore di sicurezza che ha studiato la piattaforma su cui il celebre social network per professionisti si basa.
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Se siete tra quanti ritenete Android una delle piattaforme più sicure attualmente disponibili forse dovrete ricredervi: secondo uno studio condotto presso l’Università di Ulm, infatti, ben il 99% dei dispositivi basati su questo sistema operativo è potenzialmente affetto da falle che potrebbero portare a gravi minacce per la sicurezza.
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I lavori per il ripristino del PlayStation Network e di Qriocity, i due servizi finiti nel mirino dei cracker nelle passate settimane, proseguono senza sosta, anche se i tempi di riapertura si sono dilungati rispetto a quanto anticipato da Sony (in tempo per il weekend), dopo l’annuncio del terzo attacco, quello a Sony Online Entertainment.
Nel frattempo, si rafforzano le indiscrezioni sulla presunta taglia sulla testa dei responsabili, al vaglio di Sony e in pieno accordo con le autorità.
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Non solo PlayStation Network e Qriocity: al triste elenco dei servizi Sony coinvolti nell’attacco di ignoti cracker che ha portato al furto di dati sensibili degli utenti, si aggiunge anche il Sony Online Entertainment.
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Dopo l’attacco (smentita la responsabilità degli Anonymous e di GeoHot) che ha messo in ginocchio l’intero sistema Sony su cui poggiavano alcuni servizi tra cui PlayStation Network e il catalogo di video on-demand Qriocity, rubando i dati di milioni di utenti, la situazione sta tornando alla normalità: Sony ha annunciato il ripristino dei server, tenuti spenti da circa due settimane per consentire ai tecnici di quantificare i danni subiti e di alzare il livello di sicurezza così da non incorrere nuovamente in simili problemi.
Il riavvio dei servizi avverrà gradualmente e dovrebbe partire da oggi, quando sarà resettato il sistema di accesso, che inviterà gli utenti iscritti a cambiare la propria password in modo da evitare intrusioni non desiderate negli account.
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Sta assumendo proporzioni di rilievo l’attacco cracker a Sony, almeno per quanto riguarda le conseguenze per gli utenti: il furto di informazioni avvenuto dai server che gestiscono i servizi PlayStation Network e Qriocity sta gettando in allarme moltissimi utenti.
Dai server dei due servizi sono stati prelevati tutti i dati degli utenti registrati, compresi nomi, indirizzi e soprattutto gli estremi delle carte di credito utilizzate per effettuare gli acquisti, come la stessa Sony ha ammesso nei giorni scorsi.
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Playstation Network e Qriocity sono ancora fuori gioco. Le piattaforme Sony per l’intrattenimento sono offline da mercoledì 20 aprile a causa di un possibile attacco, non ancora precisato e di cui non si conoscono gli autori.
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