Secondo quanto affermato da Kaspersky nel suo consueto rapporto sull’andamento delle minacce informatiche, Android è sempre più nel mirino dei produttori di malware. Il sistema operativo di Google ha infatti visto crescere negli ultimi tempi di molto il numero di software pericolosi ad esso dedicati, che si sono praticamente moltiplicati in parallelo all’aumento della sua diffusione sui dispositivi mobili dei vari costruttori.
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La morte di Osama Bin Laden è la notizia del momento e, come sempre, tutte le novità “più cliccate sul web” vengono scelte come “esca” da cracker e/o spammer. Il modo rapido per diffondere un virus? Ne esistono tanti, ma oggi come oggi il più semplice è Facebook.
Fatte queste premesse, non stupisce che su FB giri un malware insidioso, che si spaccia per una notizia esclusiva.
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Gli utenti di iPhone e iPad sarebbero tutti potenzialmente spiati da Apple. Lo sostengono alcuni ricercatori, che dopo aver studiato un file presente sui dispositivi “incriminati”, sono arrivati alla conclusione che contiene diversi dettagli relativi agli spostamenti di cui l’apparecchio è stato protagonista.
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I più attenti di voi ricorderanno che già in passato avevamo parlato della sempre crescente presenza in rete di minorenni, con tutti i pericoli che ciò comporta.
Ebbene, un nuovo sondaggio EU Kids Online, condotto per conto della Commissione europea e i cui dati sono stati appena diffusi, amplifica la portata delle preoccupazioni.
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La lotta al malware è una battaglia infinita, che Microsoft combatte mensilmente con il rilascio di bollettini di sicurezza e patch per tutte le vulnerabilità di volta in volta scoperte. Nel 2010 sono stati oltre 100 i bollettini rilasciati, per la correzione di 256 vulnerabilità di Windows. A questo proposito, i ricercatori di BeyondTrust hanno effettuato un’interessante analisi di tutte le vulnerabilità di Windows 7 e Internet Explorer 8 scoperte da Microsoft nel 2010: i risultati sono piuttosto eloquenti: un sistema utilizzato da utenti privi di diritti di amministratore, è un sistema meno “esposto” alle vulnerabilità.
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Non passa giorno in cui non arrivi un più o meno evidente report di attacchi o altri pericoli che circolano sui social network. L’ultimo in ordine di tempo arriva da Sophos e riguarda il più popolare tra questi siti: Facebook.
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A tenere banco sui siti specializzati in ITsecurity sono sempre più spesso gli attacchi via Facebook. Uno “scammer” sa benissimo che non è facile clonare pagine degli account di grandi organizzazioni senza che lo staff se ne accorga e segnali immediatamente il problema ai gestori del social network; ma sanno benissimo anche che nei week-end l’attenzione decresce.
Così è stata realizzata la pagina fasulla su scontri a Piazza del Popolo fra studenti e forze dell’ordine.
La finta pagina FB è subdola: anche se si clicca su sul “No” all’invito
“Vuoi condividere il video degli scontri?”
si viene comunque reindirizzati e si dà il via all’attacco.
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Pochi giorni fa, era il 3 Marzo, WordPress è stata messo letteralmente in ginocchio da un attacco DDoS durato ben 106 minuti. Ai momenti di blocco totale del sistema è seguito, per fortuna, un lento ritorno alla normalità.
Ma perché prendersela con WordPress? Per prima ipotesi, si era pensato ad un attacco coordinato da Anonymous e diretto verso qualche blog ospitato dalla piattaforma. I dati che stanno emergendo, sembrano però smentire questa possibilità. Continua »
Uno studio condotto
da MarkMonitor ha portato alla luce alcune sconvolgenti cifre sul problema della pirateria online, mostrando come oltre 53 miliardi di visite ogni anno interessino siti che a vario titolo diffondono materiale protetto da copyright e oltre 93 milioni siano invece le visite a siti che vendono materiale contraffatto.
Conferme sulla “quasi impossibilità” di risolvere il problema arrivano tanto dalla quantità di traffico generato da questi siti, quanto dalla enorme gamma di paesi in cui vengono ospitati. Il 67% di questi siti, rileva lo studio, è ospitato in America del nord o nell’Europa occidentale, ma le ordinazioni di merce contraffatta e il download illegale di materiale protetto da copyright, valicano i confini di quasi tutti i paesi del mondo.
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Il malware diffuso sul Web ha visto raddoppiare la sua diffusione negli ultimi dodici mesi, lasciando ipotizzare che il trend continuerà anche per il 2011. Lo sostiene Dasient nell’ultimo aggiornamento diffuso oggi riguardo la situazione dei pericoli per la sicurezza informatica registrati negli ultimi tempi e lo conferma un rapporto della società M86 Security (PDF).
Secondo la società, ci sono stati ben 1,5 milioni di annunci dannosi pubblicati su Internet che hanno colpito i sistemi degli utenti, con campagne infettive durate in media 11,1 giorni, quindi un periodo più che sufficiente a causare un buon numero di danni.
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