About Cristiano Ghidotti
Giornalista pubblicista, nato nel 1982, dal 2007 collaboro con diversi progetti del gruppo HTML.it, tra i quali oneBlog, Digital.it, GamesNation e Webnews.
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Il polverone sollevato dalla vicenda Wikileaks ha richiamato a sé l’attenzione di media e istituzioni di tutto il mondo, ma non solo. La creatura di Julian Assange, da alcuni definita incarnazione moderna e virtuale degli ideali anarchici, osannata invece da altri come strumento per la diffusione della verità, è al centro di una battaglia che va ben oltre le aule della giustizia e della diplomazia internazionale, per arrivare a combattersi sui server di compagnie e autorità.
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Jon Oberheide, ricercatore di un’università nel Michigan, ha scovato una grave vulnerabilità all’interno della piattaforma che gestisce il download, l’installazione e l’esecuzione delle applicazioni presenti sull’Android Market. Per dimostrarlo, ha scelto di pubblicare un software chiamato Angry Birds Bonus Level, facendo leva sul grande successo ottenuto dal gioco sviluppato da Rovio tra gli utenti di smartphone Android.
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Il 66% circa delle applicazioni distribuite attraverso la piattaforma Android Market è potenzialmente in grado di mettere a repentaglio la sicurezza degli utenti, o meglio, dei loro dati personali. È questo il poco rassicurante risultato di un’analisi condotta dalla Duke University in collaborazione con Intel Labs, su un campione di 30 software tra i più popolari realizzati per il sistema operativo mobile di Google.
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Social network sempre più nel mirino dei cybercriminali. Dopo l’attacco a Twitter dei giorni scorsi, che stando alle indagini avrebbe avuto origine dal Giappone, ecco finire nel mirino anche un’altra delle piattaforma più battute del panorama Web 2.0.
Questa volta è stato LinkedIn a doversela vedere con un’offensiva portata avanti a colpi di spam. A partire dalle ore 10.00 GMT di ieri mattina, gli iscritti al servizio si sono visti recapitare numerosi messaggi di posta contenenti link esterni al sito. Gli utenti che hanno inconsapevolmente effettuato il click sul collegamento, sono stati indirizzati a una pagina con un contro alla rovescia (“Please waiting… 4 seconds”) e successivamente verso l’homepage di Google.
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Dal 1 gennaio al 30 giugno 2010, Google ha ricevuto dall’Italia 651 richieste finalizzate ad ottenere informazioni sui propri utenti e alla cancellazione di 1.655 contenuti pubblicati online sulle piattaforme gestite dall’azienda di Mountain View. Lo rivelano i dati messi a disposizione da bigG attraverso il nuovo strumento Transparency Report.
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David Barksdale, 27enne ingegnere informatico ritratto nell’immagine qui a fianco, è stato licenziato da Google nel mese di luglio per essere stato sorpreso a sbirciare negli account e nei dati personali di alcuni utenti, quattro dei quali minorenni. Non si tratta del primo caso di questo tipo che coinvolge dipendenti (ormai ex) della società. L’azienda di Mountain View, comunque, ha adottato una linea severa nei confronti dei propri collaboratori sorpresi in attività di questo tipo, in nome della tutela dell’utenza.
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Android cade nuovamente nella trappola dei cybercriminali. A segnalarlo è un report diffuso da Kaspersky, secondo il quale gli smartphone equipaggiati con il sistema operativo made in Google sarebbero vulnerabili all’attacco di un trojan messo a punto da alcuni programmatori russi. Dopo l’installazione, il codice si è rivelato in grado di inviare autonomamente costosi SMS, finendo così con il gravare sul credito degli utenti.
L’esca, così come già accaduto in passato, è un software che promette il download e la visualizzazione di filmati dal contenuto pornografico. Il pacchetto è al momento identificato dagli esperti come Trojan-SMS-AndroidOS-FakePlayer-B.
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D’ora in poi, i dipendenti Google che vorranno continuare ad utilizzare un computer equipaggiato con sistema operativo Windows, dovranno richiedere un’apposita autorizzazione ai vertici aziendali. A partire dallo scorso mese di gennaio le piattaforme Microsoft sono bandite dagli uffici di bigG, in seguito agli attacchi provenienti dal territorio cinese subiti dall’azienda nel 2009.
A renderlo noto sono alcuni impiegati di Mountain View, con dichiarazioni ancora non confermate ufficialmente, ma che già stanno facendo il giro dell’intero Web, come riporta anche il sito del Financial Times.
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Che sia giunto il momento per la concretizzazione delle nefaste prospettive pronosticate in alcuni film fantascientifici? Secondo Mark Gasson, ricercatore britannico della University of Reading, il corpo umano può essere portatore dei virus che tradizionalmente infettano apparecchiature elettroniche.
Questo è il risultato dell’esperimento a cui lui stesso si è sottoposto, portando per circa un anno con sé un chip RFID (simile a quelli comunemente utilizzati per l’identificazione degli animali) impiantato nella mano, con il quale agire sui sistemi di sicurezza delle porte installate nella struttura universitaria e capace di attivare il telefono cellulare.
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