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Gianluca Rini -
Martedì 30 Dicembre 2008 alle 10:27

Quello della posta indesiderata è tra i fenomeni che più ci danno del filo da torcere sia nelle caselle personali che in quelle che destiniamo al lavoro. Sconfiggere questo problema, che può essere un vero pericolo oltre a rappresentare un ovvio fastidio quotidiano, è praticamente impossibile, ma oggi ci si affida a metodi software o hardware per limitare in parte la ricezione di questi messaggi di posta.
In questo articolo analizzerò le tre principali tipologie di filtri antispam di tipo software. Naturalmente porre un filtro non significa cancellarsi dalle liste di spam in cui il nostro indirizzo email è inserito. La cancellazione non è mai un’operazione che può avvenire facilmente.
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Gianluca Rini -
Sabato 27 Dicembre 2008 alle 10:03

Dicembre è da sempre il mese dell’anno in cui le principali case produttrici di antivirus e software per la sicurezza presentano le nuove versioni dei propri prodotti per l’anno successivo. Premettendo che suite di questa tipologia (che comprendono antivirus, antispyware, firewall e strumenti per il controllo della posta elettronica e della navigazione su Internet) sono il metodo più completo per essere protetti a 360°, vi presento oggi tre prodotti di altrettante aziende.
È d’obbligo ricordare che la prudenza, nel vostro lavoro e nelle navigazioni a casa durante il tempo libero, non è mai troppa. L’antivirus offre un grandissimo aiuto per una protezione adeguata, ma dobbiamo essere noi ad assicurarci il minor numero di rischi per la sicurezza, evitando di visitare siti che riteniamo poco affidabili e mettendo in atto tutte le regole per non trovarsi impreparati successivamente.
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Gianluca Rini -
Mercoledì 24 Dicembre 2008 alle 09:02

Quelle che vi sto per elencare sono norme più che altro di buon senso, che dovremmo applicare in ogni occasione, nei nostri lavori al PC a casa e nel luogo di lavoro, perché la prudenza non è mai troppa e anche le persone di cui ci fidiamo potrebbero sfruttare anche le più piccole occasioni per accusarci di azioni illecite che mai abbiamo compiuto o per sottrarci informazioni riservate.
Problemi di questo tipo potrebbero sembrare abbastanza lontani dalla nostra vita, eppure spesso capita di cadere in tranelli ben progettati (o a volte anche non troppo intenzionali) che ci potrebbero mettere, anche per una semplice distrazione, a disagio o in serio pericolo.
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Gianluca Rini -
Lunedì 22 Dicembre 2008 alle 09:59

Se pensiamo che il pericolo per la salvaguardia dei nostri dati personali contenuti nel disco fisso del nostro PC sia rappresentato solamente dalle minacce provenienti da una navigazione poco controllata su Internet, non dobbiamo sottovalutare altri pericoli molto più vicini a noi, come quello del cosiddetto podslurping.
Si tratta di un metodo molto particolare di furto dei dati riservati, per due motivi. Innanzitutto è effettuato manualmente da chi ci sta accanto (colleghi di lavoro, amici non troppo fidati e gente che per qualche motivo potrebbe avvicinarsi al nostro computer personale o dell’ufficio). Poi è effettuato con mezzi molto comuni e sfruttando delle scuse particolari.
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Fabrizio Sinopoli -
Giovedì 18 Dicembre 2008 alle 10:01
Ci si preoccupa sempre, anche se mai con la dovuta attenzione e precauzione, di preservare i nostri dati da accessi non autorizzati: anche noi, tramite i nostri articoli, cerchiamo sempre di dare qualche consiglio, in particolare ai meno esperti, di affidarsi a password sicure, di crittografare i propri dati, di proteggere la propria rete wireless.
Ma quanti si preoccupano dei propri dati quando si vende il proprio computer o il cellulare? I dati personali presenti sono numerosi e diventa ancora più critico il problema quando si decide di buttare via l’hardware.
Il tema interessa naturalmente anche il Garante per la Protezione dei dati personali, che nei giorni scorsi ha redatto un comunicato in cui vengono dati alcuni semplici consigli su come comportarsi nel caso di rottamazione del PC. Le indicazioni del Garante sono sicuramente superficiali (ad esempio, non vengono menzionati software per svolgere le operazioni richieste) ma è comunque un buon punto di partenza e una guida di riferimento per i meno esperti.
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Alessandro Vinciarelli -
Mercoledì 17 Dicembre 2008 alle 08:34
Non molti giorni fa si è finalmente concluso un processo strettamente legato al tema del cyberbullismo e dei siti di social networking.
La vicenda si può raccontare in poche parole. Una donna si registra a MySpace fingendosi un ragazzo e sfrutta questa identità per intrattenere rapporti sociali sul Web con una giovane adolescente che le abitava non molto lontano. Purtroppo la ragazza, 13enne, dopo aver subito rifiuti e angherie su Internet, si è tolta la vita, mentre la donna 49enne è stata condannata e rischia tre anni più una multa significativa.
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